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LANGHIRANO

I colleghi delle Unità cinofile ricordano Michele Reviati

 «È stato l'unico capace di addestrare un pitbull»

di Maria Chiara Pezzani -

07 maggio 2021, 09:23

I colleghi delle Unità cinofile ricordano Michele Reviati

A qualche giorno dalla sua scomparsa, il gruppo Sos Unità cinofile soccorso di Langhirano vuole ricordare Michele Reviati 43enne, ex socio volontario soccorritore, ma soprattutto un amico, che ha lasciato un indelebile ricordo nelle persone che fanno parte dell’associazione. Originario di Lesignano Bagni, Reviati era un volto molto conosciuto nel territorio langhiranese e la sua scomparsa ha commosso tante persone. 
«Per diversi anni ha fatto parte della nostra unità cinofila - raccontano i volontari -. Era un appassionato di cani e faceva già attività di ricerca e soccorso quando si è avvicinato alla nostra associazione. È diventato socio nel 2003. Michele è stata la prima persona che ha superato l’esame di abilitazione con un pitbull, il primo in Italia. Un fatto eccezionale, contrario alla credenza popolare per la quale è un cane aggressivo. Lui è riuscito ad addestrarlo, ad ottenere il brevetto». Reviati nell’associazione ha ricoperto per diverso tempo il ruolo nel consiglio direttivo di coordinatore. 
«Si occupava della gestione dell’emergenze e ne ha affrontate diverse insieme al suo amico e compagno di soccorso Camillo - sottolineano -. Era un leader, un addestratore sul campo. Anche operativamente cercava sempre di fare simulazioni che potessero prevedere anche scenari difficili, come ad esempio il calarsi con la corda con il cane sulle spalle, in modo da essere pronti a qualsiasi situazione. Ci sapeva fare con gli animali e spesso si occupava dell’addestramento ed educazione all’obbedienza dei cani dei privati che si rivolgevano all’associazione».
 Quando il suo cane è venuto a mancare ha smesso di fare il soccorritore, ma è comunque rimasto vicino all’associazione. «Anche se non era più un volontario continuava ad essere presente e veniva sempre alle iniziative che organizzavamo – continuano i soci -. Quando era in zona passava anche solo per un semplice saluto. Non era più un socio, ma era un amico. Michele era una persona solare e con la battuta pronta, tutti lo ricordano con piacere per la sua disponibilità».