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lieto fine

La storia del 15enne ritrovato a Medesano: dalla Bassa all'Africa in bici per raggiungere la mamma

Il ragazzo era partito in bici dalla Bassa per raggiungere l'Africa via Genova. Polizia locale allertata da due giovani

di Mariagrazia Manghi -

02 giugno 2020, 15:06

La storia del 15enne ritrovato a Medesano: dalla Bassa all'Africa in bici per raggiungere la mamma

Ha tenuto con il fiato sospeso per ore la scomparsa di un ragazzo di 15 anni ritrovato a Medesano. Il giovanissimo, che si era allontanato da casa, è stato soccorso e identificato dagli agenti della polizia locale Bassa Val Taro e riaffidato alla famiglia. 
La storia a lieto fine ha avuto come protagonista un ragazzo residente nella Bassa parmense. In sella alla sua mountain bike voleva raggiungere Genova e imbarcarsi per l’Africa, dove vive la sua mamma. Nella notte ha inforcato la bici e si è allontanato da casa senza dare spiegazioni, facendo perdere le sue tracce e lasciando i familiari in un profondo stato di angoscia. Ha pedalato per molti chilometri sotto il sole e quando è giunto a Medesano, stremato e confuso, è stato notato da due giovani cittadini che lo hanno soccorso e hanno allertato il servizio sociale minori e la polizia locale. 
Gli agenti hanno parlato a lungo al 15enne, riuscendo a tranquillizzarlo e a guadagnarsi la sua fiducia. Dopo alcune ore il ragazzo ha finalmente svelato la sua vera identità e, dopo alcuni accertamenti, è stato riportato a casa, dove ha abbracciato il padre e il fratello. 
«Ringrazio i nostri servizi, le assistenti sociali e la polizia locale che si è presa in carico la situazione e l’ha risolta con professionalità, prontezza e delicatezza - ha commentato il sindaco Michele Giovanelli -. Ringrazio Michele e Simona, i nostri concittadini che non ci hanno pensato un minuto ad aprire la loro porta e aiutare chi in quel momento aveva bisogno. Questo gesto mi testimonia ancora una volta il cuore dei miei compaesani, pronti a soccorrere le persone senza guardare alla provenienza o al colore della pelle». 
Anche il comandante della polizia locale Giovanni Saviano non nasconde la soddisfazione per il buon esito della vicenda: «L’attività degli agenti che operano in prossimità dei cittadini è molteplice. Non ci limitiamo a controllare o sanzionare, la nostra non è una funzione solo repressiva, ma si sostanzia nella quotidiana vicinanza alla popolazione, nella capacità di ascolto e di aiuto, che è il primo e fondamentale compito che dobbiamo assolvere - precisa Saviano -. Ringrazio chi si è speso con capacità e garbo e in particolare i Servizi sociali dei minori del Distretto valli Taro e Ceno, con i quali abbiamo costruito una profonda intesa e proficua collaborazione al fine di tutelare i soggetti deboli delle nostre comunità».