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Il sindaco Riani: 'Rivogliamo la guardia medica'

'Continueremo a batterci: è un presidio fondamentale. Il gruppo della Pezzoni? Aveva votato la soppressione'

di Beatrice Minozzi -

15 febbraio 2020, 10:56

Il sindaco Riani: 'Rivogliamo  la guardia medica'

Non si esaurisce la «discussione» su quello che è l’argomento caldo degli ultimi giorni nelle alte valli del Cedra e dell’Enza: lo spostamento della guardia medica da Palanzano a Lagrimone, che da lunedì 3 è di stanza a «LAgriSalute» al servizio degli utenti di Palanzano, Monchio e Tizzano. 
Non ci stanno le amministrazioni di Palanzano e Monchio, che raccolgono e fanno loro le preoccupazioni degli abitanti della zona, spaventati per l’allontanamento del presidio di guardia medica ma anche per l’incremento di un bacino di utenza che si allarga agli abitanti di tre comuni, Monchio e Palanzano, appunto, ma anche Tizzano.

IL SINDACO DI MONCHIO
«La guardia medica è un presidio fondamentale, da mantenere assolutamente sul nostro territorio – afferma il sindaco di Monchio, Claudio Riani -: già in campagna elettorale avevamo anticipato la nostra contrarietà alla soppressione del presidio di Palanzano, contrarietà che ribadiamo oggi anche sottolineando il fatto che la nostra popolazione sia costituita prevalentemente da persone anziane e che il nostro territorio montano sia molto vasto e, soprattutto con la brutta stagione, non sempre facilmente raggiungibile».

LA CRITICA ALLA PEZZONI
Il sindaco Riani, però, tiene a fare anche alcune precisazioni riguardo il comunicato stampa dell’attuale minoranza di Palanzano, guidata dalla capogruppo Caterina Pezzoni (che per 10 anni ha amministrato il Comune di Monchio sotto la guida del sindaco Claudio Moretti), e pubblicato sulla Gazzetta di Parma del 7 febbraio scorso. «Mi preme fare chiarezza su alcuni punti che altrimenti potrebbero creare fraintendimenti – esordisce Riani -: con l’apertura ufficiale di LAgriSalute a Lagrimone viene soppressa la guardia medica a Palanzano, a servizio anche degli utenti di Monchio: fatto questo di cui gli allora amministratori erano già a conoscenza al momento della realizzazione del progetto. Progetto che è stato approvato anche con delibera di Giunta del Comune di Monchio numero 55, del 17 dicembre 2016, sottoscritta all’unanimità dal sindaco Claudio Moretti, dal vicesindaco Ilaria Lazzari e dall’assessore Caterina Pezzoni».
 Riani prosegue precisando che «in origine il progetto prevedeva addirittura la soppressione dei presidi locali di Croce rossa, decisione che poi è stata fortunatamente rivista. Il progetto LAgriSalute, dal momento dell’approvazione da parte della giunta di Monchio fino al 26 maggio scorso, giorno della sconfitta elettorale - che corrispondeva grossomodo al periodo di completamento dei lavori del polo di Lagrimone - non è mai stato presentato alla popolazione di Monchio, che era quindi ignara sia di quanto avrebbe previsto tale progetto sia della sorte della guardia medica, che peraltro mai era stata messa in discussione» come rimarca Riani, che poi si chiede «perché adesso, come apprendiamo dal comunicato stampa della minoranza del Comune di Palanzano, l’ex assessore alla Sanità Caterina Pezzoni e l’ex sindaco di Monchio Claudio Moretti abbiano chiesto un incontro ai vertici dell’Azienda sanitaria locale per cercare di mantenere in essere un servizio di Guardia medica del quale essi stessi avevano votato la soppressione nella delibera di giunta sopra citata?».

«SERVE PIÙ AUTOCRITICA»
«Credo – prosegue Riani – che ci sia bisogno di maggiore autocritica, onestà intellettuale, chiarezza e soprattutto meno ipocrisia politica a prescindere dall’appartenenza, verso argomenti sensibili e che riguardano tutta la nostra popolazione ed in particolare quella più anziana. Noi, come già promesso in campagna elettorale, ci stiamo battendo e ci batteremo per poter riavere e non mantenere (perché non si può mantenere una cosa già soppressa) il servizio di guardia medica. Ci batteremo per questo, nonostante dai primi incontri già avvenuti presso gli enti competenti, ci è parso di capire che non sarà cosa semplice, visti gli ingenti costi di cui si dovrebbe far carico l’Azienda sanitaria locale. Lo dobbiamo, però, alla nostra popolazione».