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NOCETO

Giovanni Canali, gli «amarcord» dell'ultimo sarto

 Classe '29, nocetano doc, tiene in vita un'autentica arte  che va sparendo

di Edoardo Franzosi -

22 febbraio 2021, 12:16

Giovanni Canali, gli «amarcord» dell'ultimo sarto

Giovanni Canali, classe 1929, ancora oggi svolge con passione e dedizione una professione che sta inesorabilmente scomparendo: fa il sarto. Terminato il secondo conflitto mondiale, ha mosso i primi passi nella sartoria del padre Dante a Noceto, apprendendo l'abc del mestiere. Ma è a Parma, presso l'illustre atelier Salsi e grazie ai preziosi consigli del maestro Alder, che si formerà professionalmente tra la fine degli anni '40 e i primi anni '50.


«Per recarmi al lavoro partivo da Noceto la mattina presto, alle 6.30, in sella alla mia bicicletta, indipendentemente dalle condizioni atmosferiche, pioggia, neve, caldo, e percorrendo la via Emilia. Alle 7.40 ero già in laboratorio, per poi rincasare all’imbrunire. Ricordo che in una freddissima giornata invernale sono tornato a casa con la bici sulle spalle, perché non riuscivo più a pedalare a causa della troppa neve. In quegli anni ne veniva più di adesso, non so perché, e restava più a lungo. A volte, quando ero in ritardo, per arrivare più in fretta possibile al lavoro, cercavo di farmi trainare aggrappandomi ai quei pochi veicoli in cui mi imbattevo», racconta Giovanni, rammentando l'intrepida giovinezza. 


In seguito, nel 1952, la decisione di mettersi in proprio, facendo rientro in paese e portando avanti il lavoro della sartoria paterna. Ed è proprio in quell'anno che ebbe modo di partecipare, in qualità di sarto, al premio nazionale di pittura «Vestire gli ignudi», patrocinato dal pittore Piero Furlotti e dal Comune di Noceto.
Il concorso era particolare e la  giuria annoverava fra gli altri il poeta Attilio Bertolucci: si offrivano abiti e calzature in cambio di opere d'arte. 
In quella occasione, vestì il vincitore del primo premio, Gianfranco Mello, pittore fiorentino. L'anno seguente, nella medesima manifestazione, è l'artista modenese Carlo Mattioli ad essere vestito dalle sapienti mani di Canali. Negli anni '60 matura la scelta, insieme ad altri sei sarti del paese, di creare la sartoria S.A.R. (Sarti Artigiani Riuniti), ubicata in piazza Partigiani. 
Insieme ai soci, per quasi tre decenni, viaggerà su e giù per l'Italia, vestendo personalità illustri appartenenti ai più disparati settori: dal mondo dell'imprenditoria a quello dello sport, passando per quello musicale. 


E, rievocando quel periodo, dice: «Quelli sono stati anni, stimolanti, di intensa attività in cui, assieme ai miei colleghi, sono entrato in contatto con ambiti lavorativi diversi dal mio. Ricordo con piacere di aver vestito diverse bande musicali ma in particolare, i componenti della corale nocetana “La Lucciola”, fondata dall’ex sindaco di Noceto Gian Paolo Milli; inoltre, ho avuto modo di toccare con mano diverse realtà di primissimo piano del settore tessile italiano come Loro Piana e Marzotto, capendo ed apprezzando l’imponente sistema di produzione che c’è dietro aziende così importanti e prestigiose». Al 1993 risale la chiusura dell'atelier. Ma Giovanni ha deciso di continuare a lavorare e ancora oggi, alla veneranda età di 91 anni con l'ausilio di metro, gessetto, forbici e il supporto della moglie Fernanda, realizza ancora autentiche  opere d'arte sartoriali».