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COME ERAVAMO

Balli, bar, juke box: così a Sala crescevano i «baby boomer» - Foto

11 ottobre 2020, 11:20

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Com’era Sala Baganza ai tempi dei baby boomer, la generazione appena sfiorata dal secondo conflitto mondiale? Speranze, voglia di innovazione e di trasgressione si scorgono attraverso i racconti e le foto di chi quegli anni li ha vissuti. 
Con il prezioso aiuto del professor Pietro Bonardi e di Rodolfo Ghiretti, salese doc, scopriamo un paese fervido di attività e di vita, di rapporti umani genuini con tante occasioni di socializzazione.
Grazie alla lungimiranza degli amministratori locali, che investirono risorse per valorizzare il territorio, in quegli anni a Sala venivano inaugurati il campo sportivo e la piscina scoperta, una delle prime della provincia ad aprire i battenti. 

Poi c’era la «Conca Verde», storica «sala da ballo» che ogni domenica era presa d’assalto dai giovani che arrivavano anche da Parma in pullman per calcare la sua pista e ascoltare musica dal vivo. Vi si esibivano complessi che proponevano brani dei Beatles e dei Rolling Stones, ma anche le canzoni italiane dei Nomadi, dell'Équipe 84 o dei Dik Dik. Particolare successo lo riscossero i Pupi, una cover band salese che suonava musica beat-rock nei locali della provincia. Se i bar sono da sempre il fulcro della vita sociale di un paese, a Sala non mancavano di certo: il Piff Bar, al Cantone, con i tavolini all’aperto e il juke-box, il bar Iside famoso per i suoi gelati artigianali e il bar Montali, meglio conosciuto come bar Sport, uno di fronte all’altro, animavano la vita della piazza mentre, dove ora si trova la farmacia, c’era il Mary & John

Erano tempi in cui nei bar non poteva certo mancare un tavolo da biliardo. E poi i cinema. C’è stato un periodo in cui ben tre sale cinematografiche, di cui una all’aperto, si contendevano gli spettatori.
Il cinema teatro «Pace» era quello parrocchiale, mentre quello «del Cantone» il giovedì sera, nella seconda metà degli anni ‘50, quando non tutti possedevano ancora un televisore, trasmetteva il seguitissimo programma televisivo a premi «Lascia o raddoppia». In estate si organizzavano giochi a squadre come la «Coppa dei bar» o la «Coppa dei Rioni» che vedeva in campo le quattro storiche formazioni: quella del Cantone, di Sala Alta, di Sala Bassa e degli Oriundi. 

Negli anni ‘70, verso Natale, particolarmente attesa era la pubblicazione annuale del giornalino satirico «Al pilaster gros».
 Scritto dai giovani salesi, conteneva battute brucianti nei confronti dei concittadini. Un anno di vita del paese riassunta in una ventina di pagine traboccanti di parodie, racconti, poesie, barzellette, al prezzo di poche centinaia di lire. 
Niente centri commerciali o grandi supermercati, la spesa si faceva nelle piccole botteghe sparse per le vie, che ad ogni ora brulicavano di gente indaffarata e, mentre la ditta Tanzi produceva mortadelle e insaccati, la Conti e Calda, nel suo stabilimento con tanto di ciminiera, lavorava il pomodoro per la produzione di conserve. Ma questa è un’altra puntata. Eugenia Carpana