Sei in Salsomaggiore

Tennis, Salso incorona Passaro e la Charaeva - Fotogallery

Tennis finale ITF salsomaggiore

06 maggio 2019, 18:34

Chiudi
PrevNext
1 di 6

di Martina Tomat

Non ha avuto la meglio lei. La pioggia non ha fermato il torneo Bayer di Salsomaggiore che domenica, nei campi coperti del Tc Cabriolo di Fidenza, ha "partorito" i suoi 36esimi vincitori. Alina Charaeva (classe 2002, numero 32 del ranking juniores) e Francesco Passaro (2001, n 45 del Junior Tennis Perugia): eccoli i nomi da aggiungere al ricco albo d'oro. Faranno compagnia a quelli di giocatori di tutto pregio: Azarenka, Klizan, Berrettini qui infatti hanno trionfato. Correvano, rispettivamente, gli anni 2004, 2006 e 2014.

Correva invece l'anno 2001 quando l'ultima russa saliva sul trono di Salso. Il suo nome era Dinara Safina. Il resto è storia e chissà che per la Charaeva (nata a Samara), che all'epoca ancora non era nata, non sia di buon auspicio.

Alina doma Carlota Martinez Cirez (2001 n 56 del ranking) raddrizzando un match cominciato tutto in salita. Lo sprint migliore è infatti di marchio spagnolo. Carlota infatti al pronti via ben riesce ad arginare i velenosi attacchi dell'accanita rivale. Corre tantissimo e recupera, con grinta e sacrificio, tutto il recuperabile. È inoltre molto regolare e Alina, frustrata da quel muro di gomma che pare infrangibile, le consegna il primo set. La Charaeva però ben presto cambia marcia. Con più decisione e meno gratuiti inizia il secondo set. È propositiva e non c'è occasione di attacco che non sfrutti. La spagnola così inizia ad accusare la stanchezza e Alina, comprendendolo, condisce il suo gioco con un'abbondante dose di smorzate che, associate ai numerosi vincenti, sempre più velenose sono per Carlota. Il suo muro di gomma diventa così ben presto di vetro e si infrange. Dei problemi fisici contribuiscono poi a rincarare la dose: la spagnola (sul 6-3 0-6 3-0 sotto) è costretta a sventolare bandiera bianca e ritirarsi. Per Alina è doppia gioia: ha trionfato, in coppia con Falkner anche in doppio (il maschile va invece al tandem Grant/Zink)

Scoppiettante e divertente da seguire, specie nel primo parziale, la finale, tinta d'azzurro, del torneo maschile.

Il romano Flavio Cobolli (2002 numero 54 del Roma Tennis Academy) infatti nel set inaugurale ben fa intendere le sue grandi potenzialità e il suo carattere e dal 5 a 2 sotto riesce ad accorciare le distanze fino al 5 a 4. Quando riesce a spingere o a prendere la rete crea non poche difficoltà al perugino Francesco Passaro. Francesco però è solido, ha una palla più pesante e gioca una finale che ha dell'impeccabile. Il suo tennis è a trazione anteriore. Appena guadagna un po' di campo sferra vincenti e rivolta, quasi come un calzino, situazioni di difesa in occasioni d'attacco. Flavio, meno costante, perde il primo set e, sfibrato dalla stanchezza accumulata nei tanti terzi set giocati in questo torneo (ieri con Mochizuchi è uscito indenne da una battaglia di 3 ore e 10 minuti) non riesce a scuotersi. Finisce così 6-4 6-1.

"Sono felicissimo- commenta Passaro- oggi sono riuscito a mettere in campo il mio miglior tennis.". Eppure i suoi sogni di gloria sembravano doversi sgretolare ancor prima di scendere in campo. "Arrivato a Salso si è subito preso una bella febbre - spiega il suo coach, Roberto Tarpani- stesso copione dell'annata scorsa dove proprio l'influenza l'aveva fatto uscire al primo turno. Così mi ha telefonato amareggiato dicendomi che questo torneo gli portava sfortuna". E invece il destino aveva in serbo altro per lui che commenta raggiante "Vincere in Italia da' sempre un'emozione incondizionata". Prossimo impegno per lui? Un challenger a Roma. Giocherà pure il doppio. Il suo compagno? Proprio Flavio Cobolli. I due sono amici. È tra gli applausi, su ogni fronte, che cala il sipario su questa 36esima edizione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA