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SALSO

Demetrio Stratos, il «re della voce» che amava Salso: 40 anni fa moriva un mito

Gianni Dall'Aglio racconta l'incontro con il cantante degli Area e dei Ribelli,  grande talento e sperimentatore:  «Quando cantava  toglieva il respiro»

di Vanni Buttasi -

11 giugno 2019, 11:51

Demetrio Stratos, il «re della voce» che amava Salso: 40 anni fa moriva  un mito

Il 13 giugno 1979, in un ospedale di New York, moriva a 34 anni Demetrio Stratos, cantante - ma il termine è decisamente riduttivo - prima dei Ribelli e poi degli Area. Era affetto da una grave forma di anemia aplastica  ma il suo decesso fu attribuito ad un collasso cardiocircolatorio. 
Lui, nato ad Alessandria d'Egitto da genitori greci e sepolto nel piccolo cimitero di Scipione Castello (salsomaggiore), era arrivato in Italia per studiare Architettura a Milano ma aveva la musica nel sangue. E una voce che, ricorda con un filo di emozione Gianni Dall'Aglio, tra i più famosi batteristi italiani, «toglieva il respiro». Lui aveva conosciuto Stratos nel 1966 in un locale della metropoli lombarda e se ne era subito innamorato. All'epoca Dall'Aglio faceva parte dei Ribelli ed era alla ricerca di un cantante: l'ha sentito per la prima volta cantare «Give me some loving». Poi seguì tutta l'esibizione di questo giovane artista che lo aveva stregato fin dal primo minuto. Così, al termine della serata, racconta ancora Dall'Aglio, «Demetrio venne da me e dagli altri componenti del gruppo e ci disse che aveva accettato la nostra proposta. Così, dopo quella serata, per noi decisamente magica, abbiamo trovato una voce che ha segnato la storia del gruppo».
I Ribelli, dopo aver lasciato il Clan di Celentano, approdarono alla Ricordi: con questa casa discografica incisero i loro più grandi successi, a cominciare da «Pugni chiusi». Dall'Aglio, con emozione, racconta come nacque la canzone e il contributo che diede Stratos al clamoroso successo: «A Mantova avevo registrato alcune idee. Una di queste l'avevo fatta ascoltare a Demetrio, che mi aveva consigliato di cambiare l'inciso perché non staccava dal resto della canzone. Così rimango incollato al pianoforte, nella saletta riservata agli autori alla Ricordi, fino all'ispirazione giusta, poi richiamo Stratos con il nuovo inciso. Mi sorride, gli piace. Nel frattempo si affaccia sulla porta Luciano Beretta e gli chiedo se scrive le parole alla mia nuova canzone. Il giorno dopo arriva alla Ricordi con il testo di “Pugni chiusi”. Così, agli inizi del 1967, andiamo in sala di registrazione: ero eccitato e, nello stesso tempo, morivo dalla voglia di sentire cantare Demetrio e scoprire che impronta avrebbe dato alla canzone. Dopo quella sua magistrale interpretazione il beat non sarà più lo stesso». E tutti, ma proprio tutti, scopriranno il talento di Demetrio Stratos.
L'avventura con i Ribelli si concluse nell'autunno del 1970 ma non la sua carriera: con gli Area scriverà altre pagine importanti della nostra musica leggera. Nel 1978 terminò quell'esperienza e si dedicò esclusivamente alla ricerca vocale. Il suo studio della voce come strumento portò Demetrio Stratos, nel corso degli anni '70, ad ottenere risultati al limite delle capacità umane. Compì anche ricerche di etnomusicologia ed estensione vocale in collaborazione con il Cnr di Padova tra il 1976 e il 1978. Insomma, Demetrio Stratos è stato un grande «maestro della voce».