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Stadio Francani, chiusa la pista di atletica del comunale

25 agosto 2019, 13:44

Stadio Francani, chiusa la pista di atletica del comunale

Dopo 40 anni di onorata carriera è arrivato il tempo del pensionamento per la pista di atletica, in «tartan», dello stadio Francani, che nelle ultime settimane è stata al centro di numerose polemiche dovute alla mancata manutenzione e che oggi obbliga l’amministrazione alla scelta di far chiudere la pista a Sogis, attuale gestore degli impianti sportivi, per questioni di sicurezza così come sottolineato dall’assessore allo Sport, Stefano Compiani, sulla pagina Facebook della lista SiAmo Salso. 
«Da diversi anni la pista di atletica risulta rovinata e pericolosa in quanto può provocare cadute accidentali e infortuni di vario tipo. Non essendo la pista omologata ai fini sportivi a causa delle pessime condizioni, ho deciso di chiudere l’impianto onde evitare che l’utilizzo potesse provocare disagi e infortuni con conseguenti “cause civili” nei confronti dell’amministrazione comunale – afferma Compiani –. La decisione può non essere condivisa, ma vorrei che ognuno di voi si mettesse al mio posto consigliandomi soluzioni alternative. Sarà mia premura prenderle in considerazione portandole all’attenzione della giunta. Al momento l’idea dell’amministrazione è di valutare la rimozione del materiale di copertura della pista al fine di salvaguardare un percorso di camminamento per i cittadini che vogliono usufruire dell’impianto in completa sicurezza. In chiave prospettica probabilmente la pista sarà eliminata con l’esclusione del rettilineo dei 100 metri al fine di recuperare spazi sufficienti per aumentare la superficie del campo da calcio sintetico rendendolo omologabile per i campionati provinciali». 
In quarant’anni, sono stati tanti i campioni, e non solo, che hanno calcato il tartan del Francani, così come ha ricordato anche il professor Gian Carlo Chittolini, che afferma come all’inizio degli anni ‘70 la pista fosse in terra rossa. «Appena mi diplomai all’Isef di Bologna, dopo un colloquio con l’allora assessore allo sport, Eugenio Ericoli, vedendo che nicchiava, mi feci ricevere dal sindaco di allora, Arrigo Porcellini. Con lui andai a Roma al Coni poi al Credito Sportivo. La pista si fece e nel 1979 dietro le insistenze del Cus Parma nella persona di Luciano Campanini, altro docente di educazione fisica, fu rinnovato il manto della pista con una colata di tartan. La pista d’atletica non era solo la palestra dei campioni ma su quel manto ho fatto sudare e correre a perdifiato miei allievi della scuola media Toti: all’epoca non c’era la palestra per cui le lezioni di educazione fisica in inverno si svolgevano in piscina termale coperta, nei periodi interlocutori portavo le classi a svolgere le lezioni alla pista di atletica del Francani» afferma Chittolini che poi elenca alcuni salsesi che si sono distinti nelle varie specialità a partire da Giordano Ferrari, primatista italiano di salto in alto e medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo negli anni ‘70, a Claudio Varani, corsa ad ostacoli, passando per Vincenzo Pincolini, Luigi Crovini, Maurizio Cantarelli, Romano Iotti e Paola Iemmi, per citarne alcuni, oltre ad affermati campioni come Alessandro Lambruschini, Pietro Mennea, Stefano Mei, Francesco Panetta, Donato Sabia, Sara Simeoni, Gelindo Bordin, Stefano Evangelisti. Sulla pista salsese, infine, si tennero anche due edizioni dei campionati universitari. 
M.L.