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Coronavirus: morto a Parma Ivo Cilesi, tra i massimi esperti di Doll therapy

03 marzo 2020, 10:37

Coronavirus: morto a Parma Ivo Cilesi, tra i massimi esperti di Doll therapy

Era arrivato a Salso, a casa della compagna, martedì sera: accusava qualche malessere, ma non aveva febbre. Sembrava solo stanchezza per i tantissimi impegni e progetti che stava seguendo. Poi la situazione è precipitata nel giro di tre giorni: giovedì notte una crisi respiratoria, venerdì il ricovero all'ospedale di Vaio, dove era risultato positivo al tampone per il Coronavirus, sabato il trasferimento al Maggiore, dove è poi spirato nella notte tra domenica e lunedì. 

E' Ivo Cilesi, tra i massimi esperti della doll therapy e delle terapie senza farmaci in particolare per i malati di demenze senili, il 61enne terzo morto a Parma con coronavirus. Pare fosse affetto da diabete.

La compagna Giovanna Lucchelli, che collaborava con lui al Centro Ammonis per le cure senza farmaci alle Terme, è in quarantena a Salso. 

Nel suo lunghissimo curriculum di psicopedagogista e musicoterapeuta specializzato nella lotta all’Alzheimer, le consulenze al centro Alzheimer dell’ospedale Briolini di Gazzaniga, la collaborazione con il politecnico di Milano sull’Alzheimer, e un progetto con l’Università di Bergamo sulla doll therapy a domicilio.  A lui si devono due soluzioni creative per diminuire gli stati di agitazione per i pazienti affetti da Alzheimer: la «doll therapy», tecnica della bambola, e «il treno virtuale». 
«Alzheimer Uniti Italia - si legge in un post Facebook dell’associazione - ha appreso con dolore la drammatica scomparsa del dottor Ivo Cilesi di cui ricordiamo le grandi doti umane e professionali. Avremo sempre il suo esempio come guida, esprimiamo inoltre gratitudine per la vicinanza e sensibilità sempre dimostrate verso la nostra associazione e tutte le persone fragili». 

Non era particolarmente preoccupato per il coronavirus, «è un’influenza un pò più alta», diceva, «rispettiamo le direttive ma stiamo tranquilli, usciamo con mascherina e guanti» per andare nei reparti, ma era anche «arrabbiato» per un certo tipo di comunicazione sugli «anziani più colpiti» come a minimizzare le perdite di questi giorni. Ivo Cilesi stava affrontando così l’epidemia del coronavirus in Italia. Ne racconta all’ANSA le ultime chiacchierate la dottoressa Paola Brignoli, sua collega e vice del centro di ricerca onlus Innovative Elder Research (Ier) che ha sede a San Paolo d’Argon (Bergamo). 
«Ho sentito l’ultima volta Ivo giovedì sera - spiega - Non aveva ancora avuto la diagnosi di coronavirus, stava bene. Poi nella notte la crisi respiratoria e il ricovero. Sabato l’esito del tampone, positivo e la morte tra domenica e lunedì. In pochissimi giorni se l’è portato via».
«Era una persona umile, che non ha mai ostentato la sua grandezza», afferma Brignoli, «sempre al servizio degli altri, perdiamo tantissimo con lui. Siamo angosciati». Il centro Ier, che ha l’obiettivo di trovare linee guida per applicare in modo corretto terapie non farmacologiche ai malati di Alzheimer «era il suo sogno», «lui che era il maggiore esperto internazionale" su questa materia. «Dobbiamo continuare, sarà faticoso ma dobbiamo farcela». La dottoressa Brignoli lo ha visto l’ultima volta la settimana scorsa e per questo con tutto il team, 4-5 persone, è ora in quarantena, così come la compagna di Cilesi. «Appena ne usciremo organizzeremo il suo funerale»