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Le associazioni salsesi: «Il Berzieri deve rimanere “nostro”»

25 agosto 2020, 12:23

Le associazioni salsesi: «Il Berzieri deve rimanere “nostro”»

Utilizzato in un’ottica ampia di sviluppo della città, polo museale, eccellenza nel termalismo del benessere.
 Dopo gli interventi del sindaco, Filippo Fritelli, che ha inteso coinvolgere la cittadinanza invitandola ad esprimere un proprio parere, dopo quelli della maggioranza e dell’opposizione in consiglio comunale, stavolta a illustrare le rispettive posizioni sono i presidenti delle associazioni di categoria Matteo Orlandi, di Confesercenti, Mattia Zalaffi, di Ascom, e di Ruggero Sartori, della tabianese Asat. 
SCELTE
«Difficile dire cosa fare perché come comunità non abbiamo purtroppo scelta visto che il bene non è più "nostro" già da tempo ed essendo in corso un concordato fallimentare non c’è purtroppo la possibilità di fare scelte o intervenire direttamente sul futuro», afferma Orlandi.
AUSPICI
«Auspichiamo che si possa arrivare ad una prospettiva utile sia per la tutela del bene che per quanto riguarda il suo utilizzo in ottica di sviluppo della città. Proprio qui sta il nodo cruciale: è fondamentale prima decidere che ruolo deve avere Salsomaggiore per il futuro, come vuole posizionarsi sul mercato, su quale asset turistico puntare. Il prendere "un po’ di tutto" come fatto fino ad oggi ha un ritorno a breve termine: Salso deve trovare la sua strada e deve percorrerla in maniera decisa perché solo costruendo un nuovo mercato possiamo puntare ad una ripresa efficace anche a lungo termine». 
ASPETTI
«Serve - continua Orlandi - un brand principale, l’aspetto su cui puntare sviluppo, marketing e comunicazione abbinando a corredo tutte le altre risorse turistiche che possono contribuire a costruire l’offerta e renderla unica. Una volta decisa la strada si inserisce anche il discorso Berzieri. La nostra associazione è da sempre a disposizione per costruire un nuovo cammino di sviluppo».
CONFRONTI
«E’ un tema molto delicato – sottolinea Mattia Zalaffi – perché il Berzieri fa parte del patrimonio della città, e tale deve rimanere, e un confronto con i cittadini deve esserci perché è un bene di tutti che ci identifica nel mondo. Deve sussistere un progetto di manutenzione, magari con i fondi di enti pubblici, e poi sarebbe bello utilizzare il Berzieri come polo museale per mostre anche permanenti, come succede per i Castelli del Ducato, perché il nostro territorio è ricco di storia e di cultura. Il Berzieri deve rimanere salsese».
PRAGMATISMO
«Credo si debba essere pragmatici e concreti – afferma Ruggero Sartori –. Auspichiamo che il Berzieri ritorni ad essere l’eccellenza nel termalismo di benessere. Non manca niente: una location stupenda e una storia secolare. Se ciò avvenisse, avremmo forse raggiunto la quadra: Tabiano col termalismo sanitario di eccellenza e qualità, il Berzieri completamente votato al benessere, lo Zoja campus della salute. Ogni asset con la propria competenza. Per far questo occorre però una visione comunitaria di intenti, informazione e promozione su quello che abbiamo e che potremmo offrire, un’urbanistica in ordine. Non credo sia un sogno, potrebbe essere realtà se ci fosse una volontà comune».