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BARGONE

Al monastero zen è nato il giardino di Bryant

di Egidio Bandini -

06 ottobre 2020, 11:44

Al monastero zen è nato il giardino di Bryant

Una dedica straordinaria, un giardino e un campo giochi, nel ricordo di un atleta leggendario e della sua bambina, uniti da una sorte crudele, ma proprio per questo destinati a restare per sempre insieme, nel ricordo di tutti. 
A Fudenji, il “tempio dell’altrove nell’altrove del tempo”, è stato inaugurato, in forma strettamente riservata, il giardino intitolato a Gianna e Kobe Bryant, un vero e proprio campo polisportivo, dotato di illuminazione, e che sarà a disposizione in particolare dei bambini e ragazzi ospiti al “campeggio dell’Ortica”, negli spazi del tempio. 
Da più di vent’anni il campeggio accoglie giovani che tra lavoro, gioco, studio e sport trascorrono a Fudenji buona parte delle vacanze estive. Alcuni di questi ragazzi hanno potuto prendere parte proprio ai lavori di preparazione del campo “Gianna e Kobe Bryant”, realizzato, completo del prato circostante, in soli due mesi. 
«Questi ragazzi – ha detto la badessa di Fudenji Marosa Myoko Agnoli – sono consapevoli che non sono molti i loro coetanei ad avere la fortuna di costruirsi il campo sul quale giocheranno. E poi saranno pallacanestro, calcetto, tennis, pallavolo e molte altre discipline ad animare il nuovo campo, consapevoli – ha concluso la badessa - che ciò che conta sono soprattutto i buoni esempi, validi maestri e grandi atleti, capaci di trasmettere passione e nobiltà d’animo». 
A ricordare una delle leggende del basket internazionale, Federico Buffa e Flavio Tranquillo, giornalisti delle cronache dal campionato Nba, con Davide Giudici e Christopher Ward: gli amici di Kobe, dai tempi della squadra reggiana “Riunite” nel 1990. 
All’inaugurazione, il presidente dell’Unione buddista italiana Federico Scianna ha sottolineato come la vivacità del tempio Fudenji sia davvero un esempio nel coinvolgimento dei giovani, mentre l’abate emerito Fausto Taiten Guareschi ha citato uno scritto dello stesso Bryant, nel quale il grande atleta ricordava quando gli venne regalato il primo pallone da basket: «Lo amavo così tanto, quel pallone, che nemmeno volevo usarlo. Mi piacevano i suoni che faceva: quel “tap, tap, tap” del rimbalzo sul parquet. Per questo ho affrontato ciò che ho affrontato, ho faticato quanto ho faticato, ho scavato così a fondo. Tutto derivava da quello speciale “tap, tap, tap” di cui mi ero innamorato da bambino».
 All’inaugurazione del giardino “Gianna e Kobe Bryant” era presente l’assessore allo Sport del comune di Salso Stefano Compiani.