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Il pranzo dei partigiani, un rito che si rinnova dal 1946

Nel grande rastrellamento del 6 gennaio 1945 la popolazione nascose i combattenti. Luciano Santini «Mirko»: «Qui molti di noi si rifugiarono in un angolo della chiesa»

di Valentino Straser -

07 gennaio 2020, 11:48

Il pranzo dei partigiani, un rito che si rinnova dal 1946

Una festa e una tradizione che sopravvive al tempo, divenuta unica in Italia.
 Dal 1946, il giorno dell’Epifania alle 12, si rinnova il patto di amicizia fra i partigiani che combatterono nella zona di Specchio e la popolazione locale che, in occasione del grande rastrellamento del 6 gennaio 1945, contribuì in modo determinante a scongiurare un conflitto a fuoco e ad eclissare i partigiani.
 Luciano Santini (Mirko), oggi splendido 95enne, all’epoca ventenne, era l’unico partigiano presente alla festa di ieri. L’altro combattente Giuseppe Previdi (Grillo), il più giovane commissario partigiano di Guerra dell’alta Italia, del distaccamento «Barbieri» della 31ª Brigata Garibaldi ha dovuto invece rinunciare a partecipare alla ricorrenza.
 «Si tratta di una festa eccezionale – pone l’accento Luciano Santini» che, a distanza di tempo ripercorre con lucidità quei difficili momenti. Di fronte alla sala della trattoria Alba si erge l’antico ossario: «Là avevamo nascosto le armi e molti di noi, circa venticinque combattenti, avevano trovato rifugio in un angolo angusto della chiesa, nell’intercapedine e nel sottotetto». 
Altri si erano rifugiati altrove, anche in ripari e cunicoli nel circondario. In quelle condizioni, «stipati l’uno sull’altro» rimasero una settimana. In paese tutti sapevano della presenza dei partigiani, bambini, ragazzi e adulti, ma nulla trapelò. «Sentivamo i dialoghi all’esterno» fra la gente di Specchio con i tedeschi e i miliziani della Divisione Italia. La gente di Specchio e il parroco don Caramatti si strinsero per portare cibo ai rifugiati in quella difficile settimana. In quei giorni nacque una salda amicizia e un senso di riconoscenza, riaffermato negli anni, dal ‘46 a oggi. La festa di ieri ha riunito amici, figli, parenti dei partigiani, con la partecipazione del sindaco di Fornovo Taro Michela Zanetti, dell’assessore Alessandro Savi, i consiglieri Francesco Tanzi, Marco Porcari, Franco Montali e altri rappresentanti dell’Anpi Fornovo, il presidente dell’Anpi provinciale di Parma Aldo Montermini e il Vice Fiorenzo Bergamaschi, i soci Anpi di Fidenza, Salsomaggiore e Busseto. Per l’occasione, i soci della FIAB Bicinsieme di Parma hanno organizzato una «Pedalata sui sentieri della memoria», d’intesa con l’Anpi, da Fornovo a Specchio. «Una festa, divenuta una tradizione - spiega Bergamaschi – per chi condivide i principi della Costituzione e per ricordare il sacrificio di un’intera generazione che oggi sta passando il testimone per la vigilanza della democrazia».