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Pc mai inviato e truffa del bancomat: altri due raggiri online nel Parmense. E sono in crescita: i consigli

27 aprile 2021, 11:05

Pc mai inviato e truffa del bancomat: altri due raggiri online nel Parmense. E sono in crescita: i consigli

Nei giorni scorsi altre due denunce per truffe online da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale. I militari della Stazione di Tizzano, in seguito alla denuncia sporta da una residente in paese, hanno denunciato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e frode informatica quattro uomini (un 57enne, due 31enni e un 28enne, con precedenti specifici) tutti residenti nel tarantino. La vittima aveva aderito ad un’offerta, tramite piattaforma online, per l’acquisto di un pc portatile.

Al termine di una rapida concertazione tramite messaggistica WhatsApp, effettuate le operazioni di conferma dell’ordine, ha pagato la cifra pattuita, poco più di 600,00 euro, con una carta di credito prepagata. Attese inutilmente le 72 ore previste per la consegna, nel contattare il servizio clienti della piattaforma ha appurato che la sua utenza mobile era stata bloccata. Le indagini hanno accertato che effettuando l’accesso al sito di annunci, in base all’articolo selezionato, si veniva inconsapevolmente dirottati su altri siti, creati appositamente per portare a termine false operazioni di e-commerce per la vendita, di fatto, di prodotti elettronici inesistenti.

I Carabinieri della Stazione di Monticelli  hanno invece denunciato un 29enne di Chieti con precedenti. L'uomo, dopo aver concordato l’acquisto di 4 cerchi in lega al prezzo di 300 euro (pubblicato su un sito online) con un 46enne residente a Montechiarugolo, con  raggiri è riuscito a farsi accreditare, tramite sportello bancomat oltre 2.600,00 euro rendendosi successivamente irreperibile.

Nelle ultime settimane diverse sono state le persone denunciate per truffa da parte dei Carabinieri. Il fenomeno, purtroppo visto anche il periodo pandemico, in provincia è quello che tra tutti i reati ha avuto un maggiore incremento. Oltre a quanto detto, con l’occasione, si invita a porre attenzione prima di tutto ai siti dove si effettuano gli acquisti ed a verificare la reale esistenza del bene. Inoltre diffidare sempre di email, anche se anticipate da contatti telefonici, poiché spesso mirano al furto di dati personali. Questa tipologia di attività predatoria, detta “Phishing”, con cui vengono chiesti dati bancari o personali, è funzionale all’impossessamento di nomi utente e password utili a sottrarre denaro, proprio come è successo in precedenti truffe scoperte dai Carabinieri nei giorni scorsi.