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L'ultima campanella della professoressa Maura

di Chiara De Carli -

25 agosto 2019, 12:18

L'ultima campanella     della professoressa Maura

 Mancano ancora pochi giorni e poi, dopo 43 anni, il «compito in classe» della professoressa Maura Monica sarà terminato. 
Il 1 settembre sarà per la «storica» insegnante dell’istituto comprensivo di Torrile, il primo giorno in pensione: un traguardo decisamente guadagnato sul campo a cui però colleghi ed ex studenti guardano con grande commozione. Per la prima volta dopo tanti anni, il suono della prima campanella dell’anno non vedrà Maura pronta ad accogliere e rincuorare i remigini e a salutare gli studenti più grandi al rientro in classe. 
Il 16 settembre 2019, per lei, sarà un giorno difficile visto che un pezzetto del suo cuore resterà sempre legato alla scuola in cui entrò a vent’anni come insegnante di una prima elementare che, forse anche grazie alla sua passione, ha «sfornato» diversi docenti. 
«Mi ci sto preparando da mesi – ammette Maura Monica -. La mia è stata una decisione razionale: ho sempre pensato che una volta raggiunti i requisiti per la pensione si dovesse lasciare il posto ad un giovane ma la mia parte emotiva è un po’ in subbuglio. Ho vissuto bene nella scuola e ho avuto un buon rapporto con il territorio, con la gente, le amministrazioni e le associazioni con cui abbiamo sempre collaborato tanto». 
Laureata in pedagogia in tempi record, all’inizio dell’anno scolastico 1978 – appena ventiduenne - è arrivata a San Polo come maestra, e dal paese della Bassa non se n’è più andata. «Ero alle mie prime armi come dirigente scolastico e il ricordo che mi viene alla mente è quello della giovane maestra laureata che con piglio professionale deciso affronta il suo compito – ricorda Mario Calidoni, suo primo preside -. Donna sicura, pronta a dire la sua e sostenere la causa nelle discussioni anche animate, Maura non era la “maestrina dalla penna rossa” ma la maestra che conosce l’importanza della funzione docente per gli alunni e per la società e negli anni è riuscita a mantenere sempre la stessa determinazione e la stessa passione». 
Ma l’incontro «fortunato» è quello con Giovanni Gaulli, che la vorrà come vicepreside e tra i docenti delle scuole medie. «C’era un rapporto di fiducia e stima – sottolinea la Monica - e lo ringrazierò sempre per avermi affidato tanti progetti dandomi la possibilità di lavorare su due versanti: quello dell’insegnamento, che è stato sempre il mio primo desiderio, e quello dell’organizzazione e delle relazioni con le famiglie e il territorio». Una stima condivisa che oggi molti immaginano possa riprendere con nuovi progetti educativi. «Gli incarichi affidati a Maura l’hanno posta al centro della vita professionale dell’istituto – evidenzia Gaulli -. Nell’assumere queste responsabilità si è fatta apprezzare per l’equilibrio, la competenza e la disponibilità e la sua azione ha contribuito in modo importante a migliorare il clima relazionale e organizzativo della scuola». 
Negli anni, pur restando a vivere a Parma con la sua famiglia, Maura Monica è diventata talmente «torrilese» da ricevere nel 2014 il Premio Don Pedretti, massimo riconoscimento del Comune. E se all’inizio dell’anno scolastico probabilmente Maura sarà lontana dal parmense, c’è già la promessa di tornare presto in paese: «ci sono alcune ho avuto la fortuna di fare il lavoro che mi piaceva in un luogo umano che mi ha sempre fatta sentire a casa. La comunità mi ha fatto sentire “parte”, accolta come persona e solo nel ruolo di insegnante, per questo il mio è solo un arrivederci».
 

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