Sei in Montanara Vigatto

montanara

Alla Bibliotechina i vecchi pc trovano nuova vita 

di Giovanna Pavesi -

29 gennaio 2021, 09:09

Alla Bibliotechina i vecchi pc trovano nuova vita 

Il volantino che descrive le loro attività è scritto in quattro lingue (italiano, inglese, francese e arabo) affinché nessuno si senta escluso e tutti possano partecipare. Perché la Piccola biblioteca dell’Associazione di promozione sociale Montanara Laboratorio democratico, nata nel maggio scorso nel quartiere Cinghio sud, è (letteralmente) un luogo di tutti.  Costituita da un gruppo di volontari in uno spazio messo a disposizione dall’Azienda casa Emilia-Romagna, la «bibliotechina», come viene definita dai soci fondatori, che in poco tempo hanno raccolto 4mila volumi, si è posta l’obiettivo di mettersi al servizio della comunità, non solo con i libri, ma diventando un luogo di studio (anche per la didattica a distanza).  E così, un pezzo alla volta, gli scaffali si sono riempiti e sulle scrivanie sono arrivati cinque computer rigenerati, donati dal gruppo di Controllo di vicinato del Montanara. 

 «Apparteniamo a una generazione che ha avuto la fortuna di andare in pensione in un momento in cui il cervello funziona ancora» racconta, sorridendo, Marta Corradi, mentre osserva i volumi appena catalogati e i pc donati.  È una maestra in pensione e, oltre a essere la presidente di «Montanara laboratorio democratico», è anche una volontaria entusiasta: «Molti di noi si sono messi a disposizione e si stanno spendendo, con le competenze acquisite nella vita, per il volontariato, elemento fondamentale per aiutare un tessuto sociale sempre più disgregato».

Dello stesso parere è Francesco Guatelli, tra i coordinatori del gruppo di Controllo di vicinato del Montanara, che ha riparato (e portato) i computer: «Quando Marta mi ha raccontato l’idea del progetto, ho capito che andavamo nella stessa direzione. Ci premeva enfatizzare il fatto che non siamo un ente di polizia, ma liberi cittadini che hanno il desiderio di ritrovare, nel rapporto di vicinato, sicurezza, solidarietà e inclusione. Ognuno di noi ha donato qualcosa alla biblioteca, in particolare dispositivi spenti in cantina, tutti perfettamente funzionanti. Le nostre associazioni hanno obiettivi diversi ma sono unite dall’idea della cultura della solidarietà e della sicurezza». 

Dai seminterrati dei privati, i portatili (in buone condizioni) sono stati riportati alla luce e riposti in biblioteca. «Qui c’è molto da recuperare – conferma Guatelli – e noi possiamo rappresentare una barriera per ciò che non ci piace ed essere inclusivi, valorizzando quello che funziona». 
All’ingresso della Piccola biblioteca sociale, oltre alla caramelle che accolgono i visitatori, c’è   una valigia, all’interno della quale chiunque può lasciare i propri libri (seguendo le indicazioni appuntate su un foglio).  «È un’iniziativa molto significativa per il quartiere e l’Acer stessa ne ha colto l’importanza, lasciandoci quest’area. A Parma, e non solo, il terzo settore rappresenta una ricchezza e un contributo importante per la nostra società», aggiunge in proposito Eugenio Caggiati, socio fondatore e portavoce del Forum terzo settore.