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Chievo-Parma 1-1: Kucka illude il Parma ma la salvezza è a un passo

I crociati sprecano il match-ball contro il Chievo. Buon primo tempo con il vantaggio dello slovacco: nella ripresa la squadra cala e si fa raggiungere 

di Paolo Grossi -

02 maggio 2019, 15:45

Chievo-Parma 1-1: Kucka illude il Parma ma la salvezza è a un passo

Un punto, e un piccolo passo verso la salvezza. Ma anche una bella delusione perché vincere ieri al Bentegodi non solo avrebbe messo il sigillo alla permanenza in A, ma era anche possibile e doveroso. Invece il Parma è stato di una leggerezza e povertà di gioco imbarazzante. Nel secondo tempo pareva che i padroni di casa dovessero salvarsi e che il Parma fosse la squadra già retrocessa. Un atteggiamento difficile da spiegare: poi alla fine ci si salverà, ma perché complicarsi la vita, perché staccare mentalmente prima del dovuto?
Il Parma aveva affrontato la gara a mente certamente più sgombra grazie al successo del Bologna sull’Empoli. D’Aversa aveva schierato il 5-3-2 di fresco conio con Siligardi a far coppia in avanti con Gervinho. Ceravolo infatti s’era scaldato nel prepartita ma alla fine aveva dato forfait. Nel Chievo, a casa i veterani Sorrentino e Giaccherini, Di Carlo comincia a ragionare in ottica futura, schierando i baby Semper (’98, in porta) e Vignato (classe 2000, trequartista). Dentro anche il ‘97 Depaoli e il ‘98 Leris. 
Nel Parma i giovani sono Bastoni (’99) e Dimarco (’97). Il contesto è un po’ desolante: il Bentegodi è semivuoto. I 1.200 parmigiani sono carichi ma appollaiati nel terzo anello, i tifosi del Chievo sono pochi e, come recita uno striscione, «presenti solo per la maglia». 

SVETTA KUCKA 
Si comincia e si capisce subito che non sarà una gran partita. Il Parma viaggia sotto ritmo, quasi in punta di piedi, per almeno mezz’ora. Gervinho è circospetto, evidentemente non si fida troppo della caviglia acciaccata contro il Milan. Bani prima e Bastoni poi alzano di testa la mira su calcio d’angolo. Nel Chievo Vignato non tocca praticamente palla, limitandosi a «marcare» Scozzarella. Poi però i crociati prendono campo grazie soprattutto alla lena di Dimarco che a sinistra spinge con costanza.
Ed è propro per un fallo su di lui (giallo a Leris) che al 38’ viene concessa al Parma una punizione che, battuta forte e con effetto da Scozzarella, viene impattata di testa imperiosamente da Kucka sul palo più lontano. Il portiere esce poco e male e la palla s’insacca per l’1-0. Rapido check col Var e il gol è buono. All’intervallo proprio il risultato è l’aspetto migliore. Non si è rischiato niente dietro, s’è fatto pochino davanti, ma trattandosi di partita particolare, l’andazzo va accettato. 

IL PATATRAC
Si riparte e forse per noia il Parma va a cercarsi il freddo per il letto. Se c’è un modo di farsi far male da squadre inferiori è regalare calci piazzati. Lo ha imparato anche il Milan al Tardini. All’11’ Scozzarella stende al limite, sulla sinistra, Leris e la susseguente punizione di Vignato trova la deviazione di testa di Meggiorini che manda la palla nel sacco sul palo lontano. 
Due minuti di Var, dopo che già l’arbitro aveva annullato su segnalazione dell’assistente, consentono di appurare che Barba in fuorigioco aveva tentato il tap-in, pur senza toccare la palla, andandosi a scontrare con Sepe e disturbando il suo possibile intervento. Gol annullato e pericolo scampato. Il gol però era stato anche frutto di una buona reazione d’orgoglio dei veneti, che Di Carlo ha ridisegnato con il 3-4-1-2 e Leris largo a fare danni alle spalle di Gazzola. 
Il Parma è uscito dagli spogliatoi con le ali ripiegate e con atteggiamento ancora più sparagnino. E allora quando l’asse Vignato-Meggiorini concede il bis, al 21’, con azione in fotocopia anche se in movimento, il pareggio è giusto e meritato. Anzi, al 29’ Barba riceve in area da Meggiorini e impegna Sepe in una bella parata. E il Parma? Sparito: molle, slegato, distratto. D’Aversa prova a ovviare con un doppio cambio: dentro Rigoni e Sprocati per Scozzarella e Gazzola, con passaggio al 4-3-3. L’ultima mossa è l’avanzamento di Kucka nel tridente d’attacco, ma anche quella non paga. Finisce 1-1 e arriva, dal settore crociato, qualche fischio alla squadra che saluta. 

UN'ALTRA SQUADRA
In effetti è stata una partita di scarso livello, con una produzione offensiva a dir poco penosa contro una squadra già in B e zeppa di giovani. Il risultato è lo stesso della gara dell’andata, cosicché sono quattro i punti che il Parma ha perso con l’ultima in classifica. Chi ha ammirato il bel Parma che ha pareggiato con il Milan ieri ha visto un’altra squadra, una brutta copia, una serie di fantasmi aggirarsi per il campo senza capo né coda. 
Poco nerbo e nessuna pulizia tecnica hanno compromesso qualsiasi velleità offensiva. Il portierino del Chievo ha raccolto il pallone di Kucka e per il resto avrebbe anche potuto portarsi in campo il telefonino per far passare il tempo. Il punto resta prezioso, anche se ha un peso specifico ben diverso da quello degli ultimi tre pareggi. Ripartiamo da lì per dare e fare qualcosa di più nelle ultime quattro giornate.

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