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SFIDA SALVEZZA

Parma-Bologna, quanti doppi ex sulle panchine

Da Perani a Donadoni sono ben sette gli allenatori che in carriera hanno guidato entrambe le squadre

di Paolo Grossi -

12 maggio 2019, 21:20

Parma-Bologna, quanti doppi ex sulle panchine

 

Uno dei primi è stato Mondino Fabbri, gloria crociata per quattro stagioni tra il '51 e il '55 poi, appese le scarpette al chiodo, tecnico del Bologna per tre stagioni dal '69 al '72 (quindi dopo l'inglorioso mondiale del '66 in cui fu il ct). Da allora Parma e Bologna, vuoi per certe affinità culturali, vuoi per la vicinanza geografica, hanno dato vita a una serie di passaggi dall'una all'altra realtà che probabilmente non ha eguali, almeno sulla sponda gialloblù. Basti pensare a quanti giocatori hanno indossato le due maglie e facciamo qui solo alcuni nomi, da Fontolan a Torrisi, da Di Vaio a Nakata, da Gilardino a Marcello Castellini. Fatte però le debite proporzioni numeriche è incredibile che negli ultimi 35 anni ben sette allenatori siano passati su entrambe le panchine. A questi aggiungiamo Davide Ballardini che a Parma ha guidato solo la Primavera mentre sotto le Due Torri ha allenato la prima squadra nel 2014.

DA PERANI A ULIVIERI Si comincia con Marino Perani (scomparso nel 2017), gloria felsinea nella formazione che vinse lo scudetto nel '66 sotto la guida di Fulvio Bernardini, e poi allenatore delle giovanili e, per poco più di una stagione, della prima squadra. Meglio ha fatto, da tecnico, Perani, al Parma, dove conquistò nella stagione '83-84 una promozione che chi c'era ancora ricorda per il gioco spumeggiante offerto dai vari Pioli, Aselli, Murelli, Pin, Barbuti, Marocchi, Ascagni, Mariani e via dicendo. C'è poi Alberto Malesani, due stagioni e mezzo nel Parma impreziosite da tre Coppe nel '99, che nel 2010 guida il Bologna ad una salvezza tranquilla nonostante la società annaspi in cattive acque e la cosa provochi anche una penalizzazione di tre punti. Il finale moscio (due punti nelle ultime otto gare) fa sì che non gli venga rinnovato il contratto. Al suo posto, siamo a febbraio 2001, dopo l'interregno di Sacchi, arriva Renzo Ulivieri che tra il '94 e il '96 aveva portato in due anni il Bologna dalla C1 alla A per poi arrivare settimo nella massima serie a maggio '97. Ulivieri a Parma centrerà l'obiettivo Champions League e che però vedrà sfumare ai preliminari con il Lilla e verrà esonerato in autunno. 

DA PIOLI A DONADONI Stefano Pioli passa pochi mesi alla guida del Parma nel 2006-2007. Più duratura sarà la sua esperienza in panchina a Bologna, dove aveva già guidato gli Allievi allo scudetto di categoria nel 2001. Subentrato a inizio stagione a Bisoli centra il 9° posto il primo anno, 13° il secondo e viene esonerato a metà del terzo dopo ave totalizzato 15 punti in 18 gare. A Parma Guidolin arriva a settembre 2008 e a maggio riporta la squadra in A. Ottima la successiva stagione ma poi Leonardi gli preferisce Marino. A Bologna Guidolin aveva già trascorso quattro stagioni, dal '99 al 2003, tutte in serie A con salvezza senza patemi. 
Intanto il Parma nel febbraio 2011 aveva chiamato al proprio capezzale Franco Colomba, bandiera del Bologna da giocatore (166 gare) e tecnico nel 2009: subentra a Papadopulo in ottobre, salva la squadra, firma il rinnovo, ma in estate il nuovo patron Porcedda lo esonera alla vigilia del debutto in campionato... Un prologo di quel che accade a Parma: rileva Marino in febbraio, salva in carrozza la squdra grazie anche agli exploit di Amauri e Giovinco, ma viene silurato da Ghirardi a gennaio dopo un pesante ko in casa dell'Inter. Gli subentra Donadoni che al Parma farà più che bene (centrando anche l'Europa League nel 2014) e che poi, ultima contorsione in questa storia di intrecci, passerà al Bologna, dove lavorerà per tre stagioni ottenendo altrettante tranquille salvezze.

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