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Bruno Alves: «L'espulsione? Non mi piace chi simula di aver subito un fallo duro»

I tifosi hanno rifiutato le maglie: «La gente dovrebbe continuare a sostenerci, soprattutto adesso»

di Sandro Piovani -

14 maggio 2019, 13:26

Bruno Alves: «L'espulsione? Non mi piace chi simula di aver subito un fallo duro»

Ci mette la faccia Bruno Alves. Sa bene che quell’espulsione, quando il Parma era già sotto di due gol, condizionerà anche la prossima (decisiva?) partita con la Fiorentina. 
Tutto in trenta secondi: il primo giallo e il secondo dopo un fallo su Orsolini e il tentativo di rialzarlo a forza. E partita finita. Non sono cose da capitano. E lui, Bruno Alves, lo sa bene. 
A fine gara però sembra aver ritrovato la giusta calma. Aspettando le decisioni del giudice sportivo che arriveranno già oggi, Alves analizza con freddezza il momento del Parma cercando di guardare avanti. 
«Non abbiamo giocato bene – spiega subito Bruno Alves - ma in queste partite più che giocare bene conta soprattutto portare a casa dei punti. Nel secondo tempo, dopo che abbiamo subito gol, è stato ancora più difficile gestire la situazione ed io ho comunque sempre cercato di fare del mio meglio». 

Cosa è accaduto quando sei stato espulso?
«Ritengo di non avere reagito nel migliore dei modi, però quello che non mi piace è quando un giocatore avversario resta a terra simulando di aver subito un fallo duro. La mia reazione non è stata buona (Alves ha alzato di forza Orsolini ndr), mi prendo le mie responsabilità verso la squadra e i tifosi e non giudico quello che ha fatto l’arbitro. Mi prendo le mie responsabilità e mi dispiace soprattutto perdere la prossima partita». 

C’è qualcosa che non va a livello psicologico, qualcosa che non funziona come prima?
«Non credo. Noi lavoriamo duramente tutta la settimana e i giocatori sono sempre gli stessi. Purtoppo nel calcio ci sono buoni momenti e cattivi momenti. Ora dobbiamo semplicemente guardare avanti e pensare alle prossime partite».

I tifosi hanno rifiutato le maglie a fine gara.
«La squadra lavora esattamente come all’inizio. La gente ci ha sempre sostenuto. E credo che dovrebbe continuare a farlo anche adesso. Ma sono sicuro che lo faranno».

Il Parma comunque è ancora padrone del proprio destino.
«Sì, è vero. Abbiamo conquistato 38 punti e li abbiamo conquistati lavorando duramente, settimana dopo settimana, partita dopo partita. E lo abbiamo fatto con l’aiuto di tutti. Lo staff, il gruppo, l’allenatore, la squadra, i tifosi. Ora dobbiamo continuare a lavorare così, sino alla fine, sino all’ultima partita». 

Cosa dirai ai tuoi compagni di squadra, alla ripresa degli allenamenti?
«Per la mia esperienza, nel calcio, quello che dobbiamo fare adesso non è guardare indietro ma continuare a lavorare. E già da domani dobbiamo solo pensare ai nostri prossimi impegni».

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