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serie A

D'Aversa alla sua terza impresa (in 3 anni): "Sono stato il primo a crederci"

19 maggio 2019, 19:37

D'Aversa alla sua terza impresa (in 3 anni):

Prima la festa sotto la curva, le lacrime di gioia e di tensione e, infine, la lunga festa nello spogliatoio con dirigenti e giocatori. Roberto D’Aversa si gode la salvezza. La terza impresa in tre anni quando, in Lega Pro, prese il Parma da Gigi Apolloni conquistando due promozioni e, al primo anno in A, questa storica salvezza. «E' stato un anno durissimo ma alla fine abbiamo raggiunto l’obiettivo - ha spiegato D’Aversa -  Se ci speravo? Faccio un ruolo per il quale sono il primo a crederci. Mi sono commosso, sono andato a prendere mio figlio dall’altra parte del campo e sono commosso perché abbiamo raggiunto un obiettivo dopo un anno travagliato, siamo partiti bene con un girone d’andata  al di sopra di tutte le attese, con 25 punti, stavamo rischiando di compromettere tutto in questo finale di stagione. Non potevamo però non mantenere le categoria, per questa città e per questo pubblico». 

La salvezza diventa una canzone - Guarda il video

«Appoggio del pubblico del Tardini che non è mai mancato, anche quando i risultati non arrivavamo e sui social network forse si superavano i limiti - ha aggiunto il tecnico - Forse la vittoria con l’Udinese alla prima giornata di ritorno ci ha fatto rilassare un pò tutti, ambiente compreso. Le critiche comunque ci stanno anche se penso che si i punti li avessimo ottenuti diluiti in tutta la stagione l’atteggiamento sarebbe stato diverso».  «Il futuro? Ora ci godiamo il risultato e festeggiamo, poi ci vedremo con la società - ha concluso D’Aversa che ha comunque ancora un anno di contratto con il Parma - Io mi vedo su questa panchina ma dovremo programmare e lavorare per migliorare. Ma c'è tempo per pensarci».   "L’allenatore si sente sempre responsabile, so quel che vado a rappresentare: un club importante e con una tifoseria importante. Ci tenevo, per me ma soprattutto per questi ragazzi, per quel che hanno dato ogni giorno. Ci tenevo anche per la società e per la gente: seppur possiamo aver commesso degli errori, ma dal punto di vista dell’attaccamento alla maglia mi sento molto fortunato ad avere un gruppo così e lo hanno dimostrato anche oggi perché qualcuno è andato in campo non in condizioni ottimali. Siamo stati rappresentati da un gruppo con uno spessore umano importante”. Sulle critiche arrivate nel girone di ritorno: "Se è per questo sono stato criticato anche nel girone d'andata, però questo fa parte del mio lavoro. Io credo che ci sia un problema culturale, ma non parlo di Parma: siamo indietro rispetto all'Inghilterra. E' normale che sono soggetto a critiche, ma a me va anche bene: l'importante è che i ragazzi in campo sentano l'appoggio del pubblico. Finché c'è qualche critica nei miei confronti è anche capibile: io sono il primo a massacrare me stesso e i miei ragazzi, ma se si va ad analizzare tutto il campionato, quello che abbiamo pagato noi è stato il girone d'andata. Forse la vittoria di Udine ci ha fatto rilassare un po' tutti. Probabilmente se questi punti li avessimo diluiti in maniera diversa, ci sarebbero stati più entusiasmo e meno critiche. La critica costruttiva è giusta, a volte però, e per fortuna non sono un amante dei social network, si è andato oltre. E quello un po' mi ha dato fastidio".

 

 

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Furia Montella


A fine match è invece una furia Vincenzo Montella al termine del match perso allo stadio Tardini. Gli strali sono per l'arbitro Giacomelli. «Non abbiamo perso per colpa sua ma non capisco proprio il suo metro di giudizio - ha sottolineato il tecnico viola con rabbia - Una gamba tesa clamorosa non segnalata, spalla a spalla giudicate in modo differenti... Insomma non ho capito il metodo di giudizio, anzi forse l’ho capito e alla fine ho pure perso la testa. L’ho detto comunque anche a lui già alla fine del primo tempo e al quarto uomo. Hanno sbagliato». 
Dichiarazioni pesantissime che aprono una settimana decisiva per la sua Fiorentina. «Dobbiamo ritrovare le forze per la sfida decisiva di domenica - ha aggiunto Montella - La partita? Ho poco da dire perchè è stato lo specchio di questa stagione maledetta. Non segniamo da un mese? Ma cosa posso recriminare ai ragazzi! Siamo la squadra che mette a segno più occasioni, poi sbagliamo tantissimo, anche gol a porta vuota». 
«Il passato ora però non conta più - ha concluso l’allenatore viola - Rimbocchiamoci le maniche e troviamo tutti assieme le energie per uscire da questa situazione». 
 

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