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Faggiano: 'Kulusevski? Fino a giugno le carte le abbiamo in mano noi'

24 dicembre 2019, 15:09

Faggiano: 'Kulusevski? Fino a giugno le carte le abbiamo in mano noi'

Ieri sera l'ultima puntata dell'anno di Bar Sport, il talk show di 12 Tv Parma condotto da Carlo Brugnoli e Ilaria Notari, ha ospitato l'intervento telefonico del direttore sportivo crociato Daniele Faggiano. Uno dei temi caldi naturalmente è quello di Kulusevski. Resterà fino a giugno o qualche top club riuscirà a portarlo via prima? 
«Fare il direttore sportivo non è facile perché tutto può succedere e poi direbbero che racconto bugie, anche se magari bianche. Volevamo per Kukusevski un prestito biennale o una percentuale sulla futura vendita. Non ci hanno concesso nulla e dovremo rimandarlo a Bergamo a giugno. Ma fino ad allora le carte le abbiamo in mano noi».
 Il pareggio di domenica con il Brescia è giudicato prezioso da Faggiano.
«Si definisce positivo un risultato che non sia la sconfitta, quindi anche il pari. E' stata una sfida equilibrata, nel primo tempo abbiamo avuto diverse occasioni ed è stato bravo il loro portiere. Poi quando è dovuto uscire Gervinho abbiamo avuto più difficoltà. Tanti si aspettavano una facile vittoria ma io e D'Aversa temevamo questa gara, perché conoscevamo i problemi della rosa. Anche Kucka ad esempio, che è stato a volte un alternativa come falso nueve, non era in grado di giocare dall'inizio. Quando è entrato si è fatto sentire, d'altra parte la proprietà un anno fa per prenderlo ha fatto un grosso sforzo».
È alle porte il mercato di riparazione...
«Io cerco sempre di operare poco in gennaio perché il contrario vorrebbe dire che si è sbagliato in estate. Questo è un gruppo coeso, ognuno col suo carattere ma affiatati. Intaccare la situazione a gennaio può essere deleterio».
In questo caso più che errori di mercato sarebbe l'emergenza infortuni a spingere verso qualche innesto.
«Mi pare che gli infortuni stiano toccando tutte le squadre, forse quella meno zavorrata è l'Atalanta. Forse è la velocità di un calcio che sta cambiando. E' un'incognita. C'è chi dice ad esempio che in Inghilterra ci siano meno infortuni ai legamenti perché giocano più spesso. Non ci sono verità assolute, ma nello stesso tempo non possiamo formare rose di 30-32 giocatori per ovviare ai possibili infortuni».
Il gol di Grassi è stato un bel segnale.
«Lui è felice e noi pure perché lo abbiamo voluto fortemente l'anno scorso e anche quest'anno nonostante avesse saltato diverse gare. Conosciamo le sue qualità, e ora questo gol certamente gli dà una bella iniezione di fiducia».
In chiusura il diesse spiega di aver letto cose inesatte sui contatti estivi tra il Parma e Balotelli.
«Ero andato anch'io a parlare con Balotelli e il suo agente. Abbiamo valutato il caso e proposto quello che ci sembrava giusto. Il giocatore non si discute e anche sul piano umano per me sarebbe stato un piacere averlo qui. Non è vero che D'Aversa non lo voleva: il tentativo di prenderlo era condiviso da tutti. C'era una questione economica, ma Mario non ha avuto un atteggiamento da mercenario, E' un ragazzo vero, che ha fatto degli errori ma è un campione in campo e fuori».