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Dalle 15 a Bergamo il Parma prova a scalare un'altra montagna

di PAOLO GROSSI -

06 gennaio 2020, 10:00

Dalle 15 a Bergamo il Parma prova a scalare un'altra montagna

Le premesse somigliano un po' a quelle di Napoli-Parma. Che bello sarebbe se anche l'esito finale fosse lo stesso... I crociati si trovano davanti una montagna da scalare e sono a corto di piccozze, pardon, di attaccanti. Non ingannino le convocazioni di Inglese e Cornelius: probabilmente non potranno dare un gran contributo. Diverso il discorso per Siligardi: approfittando della possibilità di sostituire elementi nella lista già depositata rieccolo a disposizione. L'Atalanta non è il Frosinone e non c'è da aspettarsi sfracelli, ma intanto è un elemento in più. 

DEA SPIETATA
E non è, l'Atalanta, neppure il Napoli. Nel senso che al San Paolo i crociati trovarono una squadra malata, un po' spaesata dall'esonero di Ancelotti e moralmente poco coesa.  I bergamaschi invece stanno agli antipodi: in gran forma (oggi torna a disposizione pure Zapata), carichi, circondati da grande entusiasmo anche per la manita rifilata al Milan prima della sosta e per la risicata ma per questo ancor più goduta qualificazione in Champions, dove la prossima avversaria, il Valencia, non è neppure delle più temibili.
La formazione di Gasperini ha ormai da tempo un imprinting particolare. Predilige marcare a uomo e braccare gli avversari a tutto campo. In avanti divarica le difese avversarie con percussioni degli esterni e poi colpisce centralmente grazie anche alle doti tecniche di Gomez e Ilicic. I  suoi numeri sono impressionanti e  il Parma per non sfigurare dovrà prendere a modello proprio la prestazione di Napoli: quando si è inferiori nei duelli individuali bisogna ovviare con la compattezza e l'aiuto reciproco, con i giusti accorgimenti tattici e con la forza morale nel sacrificarsi anche quando le difficoltà sembrano insormontabili. 

MENTE SGOMBRA
È chiaro che il Parma non ha niente da perdere in questa partita, esattamente come succedeva a Napoli. E vuoi mai allora che la serenità della mente sgombra, unita magari a un pizzico di augurabile superficialità da parte degli avversari, possa consentire di portare a casa un risultato positivo?
D'Aversa oltre che il sciogliere il rebus del settore offensivo deve anche decidere come ovviare all'assenza di Gagliolo, uno che con la sua fisicità oggi avrebbe fatto assai comodo. Ha preannunciato, il tecnico, l'impiego di Pezzella, ricambio «naturale» del nazionale svedese. Resta a vedere se lo schiererà terzino sinistro o esterno a tutta fascia con tre difensori centrali alle spalle. A centrocampo c'è, almeno lì, una certa abbondanza, e potremmo assistere al ritorno dal 1° minuto di Grassi, uno degli ex della partita a cui le vacanze di Natale avranno consentito di rimettersi in bolla sul piano fisico. 

KULUSEVSKI-DAY
Parlando però di ex l'uomo del giorno è naturalmente Kulusevski. Questo ragazzo di 19 anni ha fatto meraviglie nelle prime 17 giornate ed è stato sotto ogni aspetto (tecnico, tattico, fisico), l'uomo chiave in questo felice scorcio di stagione dei crociati. Tutti sapevamo che sarebbe rimasto solo fino a giugno. era interesse di tutti che esplodesse come ha fatto perché avrebbe potuto tranquillamente ricalcare le orme dei vari Dimarco, Ciciretti o  Sierralta, gente arrivata in prestito e ripartita che ce l'ha sempre messa tutta, certo, ma  non spostava gli equilibri della squadra. Invece abbiamo visto sbocciare un fuoriclasse in modalità «timelapse»: l'approdo alla Juve è la naturale conseguenza, l'unico cruccio è che il ragazzo non era del Parma. Gli altri discorsi sono solo rumore di fondo. 
Lustriamoci gli occhi per altri cinque mesi e ringraziamo D'Aversa che gli ha dato da subito grande fiducia perché non era così  scontato.