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BRUNO ALVES

«Starò al Parma un altro anno e sono felice: mi sento a casa»

di Paolo Grossi -

29 gennaio 2020, 12:29

«Starò al Parma un altro anno  e sono felice:  mi sento a casa»

Il Parma ieri ha annunciato di aver prolungato di un anno il contratto di Bruno Alves. Il capitano crociato, classe 1981, essendo nato il 27 novembre, giocherà così sino alla soglia dei quarant'anni. E chissà che non ci prenda gusto e provi a imitare il suo predecessore con la fascia al braccio, Ale Lucarelli, che ha smesso due mesi prima di compierne 41.
Anche nella passata stagione il rinnovo era arrivato in questo periodo, dopo che il portoghese era entrato nel mirino della Juve e dell'Inter per le referenze di Cr7 e Spalletti (che lo aveva aviuto allo Zenut). Il Parma ha deciso di prolungare con lui non solo per lo straordinario contributo di professionalità che ha portato nel gruppo, ma anche pe ril suo modo di stare in campo. Quest'anno ad esempio D'Aversa gli ha chiesto di provare a tenere più alta la difesa per aiutare una fase offensiva più «partecipata» e variegata. La cosa poteva destare dei dubbi viste la stazza e l'età, e invece lui se la sta cavando egregiamente, conservando per di più in modo smagliante due talenti come la bravura nel gioco aereo e il calcio sia in impostazione che sulle punizioni. 
«Sono molto contento - ha detto ieri Alves a Collecchio - . Qui a Parma mi sono sempre trovato bene, mi sento come fossi a casa, mi trovo bene in città, sono felice quando gioco. E sono contento di restare qui per un’altra stagione». 
 Al suo arrivo a Parma un anno e mezzo fa si aspettava sia da parte sua che della squadra un rendimento del genere? 
«Quando sono arrivato qui conoscevo il club e la sua storia ma non sapevo bene cosa mi aspettasse. La cosa più importante era ed è regalare la mia esperienza a questa squadra,  anche poter crescere insieme giorno dopo giorno».
 
 Un altro portoghese che ha fatto il difensore al Parma, Fernando Couto,  diceva tempo fa che lei può giocare tranquillamente fino a 40 anni.
«In effetti ormai ci siamo...  Mi sento bene. Ascolto i segnali che ricevo dal mio corpo, mi prendo cura di me stesso lavorando bene, mangiando bene e recuperando bene con il riposo. Cerco di dare il meglio di me stesso ogni anno, ogni giorno, ogni allenamento. La cosa più importante è allenarsi bene, giocare bene, allenamento dopo allenamento e partita dopo partita. Non ho mai pensato  a lungo termine ma sempre al presente».

Quanto è stato importante D’Aversa per questa parte di carriera di Bruno Alves? 
«Tanto e in  modi diversi: per come intende il calcio, per come intende il posizionamento dei calciatori in campo e questo mi aiuta a giocare meglio. Ma è stato importante anche perché mi capisce come giocatore, capisce il mio stile di gioco e rispetta questo modo di giocare, perché sa cosa posso dare in campo in base alla mia esperienza. Questo è importante non solo per me ma anche per tutti quei calciatori che stanno crescendo con lui e con il suo modo di fare calcio».
Che campionato può fare il Parma? 
 «La nostra ambizione è sempre la stessa: dare il massimo durante la settimana e il meglio di noi stessi nelle partite. Proveremo a vincere tante partite, in questo momento siamo focalizzati nell’obiettivo stagionale che è la salvezza. Dopo vedremo cosa succederà.  I risultati che stiamo ottenendo possono farci credere ancora di più in noi stessi ma dobbiamo restare sempre attenti e concentrati perché nel calcio le cose possono cambiare rapidamente. La cosa più importante è mantenere la stessa compattezza a livello di squadra e di ambiente».
Come ha reagito alla notizia della morte di Kobe Bryant?
 «E’ una tragedia, perché è stata una leggenda non solo nel basket ma proprio nello sport. La vita è veramente difficile da capire certe volte, dobbiamo vivere giorno dopo giorno perché non sappiamo cosa possa accaderci domani. Lui ha lasciato una grande eredità a tutti quelli che amano lo sport. Non è più con noi ma le sue imprese e il ricordo della sua persona ci saranno sempre».