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D'Aversa: "Primo tempo incommentabile. Sbagliato l'approccio alla gara" - Video

06 luglio 2020, 08:50

Al termine del match finito 1-2 contro la Fiorentina, Mister D’Aversa ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del Tardini.

Ecco le sue parole:

“Devo dire che è incommentabile come abbiamo affrontato la prima parte della gara. Un dato importante che fa capire questo è la percentuale di contrasti vinti da parte della Fiorentina e quelli persi da parte nostra. Poi quando vai sotto di due reti è difficile raddrizzarla; però nel secondo tempo c’è stata una reazione, per lo meno la volontà di portare a casa il risultato, non ci siamo riusciti ma sinceramente si è fatto troppo poco nel primo tempo per cercare di portare a casa il risultato. Ci può stare di perdere, come accaduto con l’Inter e con il Verona, con episodi o per bravura degli avversari, ma sicuramente non ci deve essere a fine gara il rimorso da parte nostra di non aver dato tutto e credo che nel primo tempo qualcosina dal punto di vista dell’atteggiamento – cosa che ha caratterizzato il nostro cammino quest’anno ma anche in passato – devo dire che non l’ho visto”. 

“Chiaro che il caldo è una componente che magari fa giocare la squadra a ritmi non altissimi, anche perché era la prima volta che giocavamo in questo orario, di solito giocavamo sempre più tardi, però questa è una componente comune per entrambe le squadre e non può essere un alibi per noi. I ritmi in generale possono venire meno per le condizioni climatiche ma si è persa la partita non per il caldo, ma semplicemente perché nel primo tempo c’era una squadra che sotto l’aspetto della determinazione e della cattiveria ha messo qualcosa in più di noi. Il rammarico è che nonostante siamo andati sotto di due gol abbiamo avuto la possibilità anche di pareggiare; poi su quell’altra situazione non sto qui a commentare, non dobbiamo ragionare sugli episodi e quant’altro, ma sul fatto che non abbiamo fatto quel che dovevamo fare”.

“Siamo stati ingenui sulla situazione del primo rigore, sul secondo non è semplice ma non è ancora chiara del tutto questa regola del braccio coperto o meno sul contrasto in area; c’è stata la lamentela di un giocatore come Iacoponi che in quattro anni che lo alleno non l’ho mai visto protestare. Su quella circostanza ha protestato a lungo poiché ha detto di aver ricevuto un blocco però ripeto, non mi va di stare qui a discutere sulle decisioni arbitrali quando credo che il problema principale sia stato un problema di approccio, di determinazione, di cattiveria. Il fatto di essere a 39 punti non deve farci sentire appagati, non dobbiamo pensare assolutamente di avere raggiunto il nostro obiettivo. E lì dove qualcuno magari ha cominciato a pensare a qualcosa di diverso la dimostrazione è questa, noi dobbiamo andare in campo con determinati atteggiamenti e determinate caratteristiche altrimenti possiamo andare in difficoltà. Lì dove andiamo in campo con lo spirito di una squadra che deve ottenere la salvezza allora forse qualche risultato lo facciamo come anche successo in passato, altrimenti rischiamo di fare brutte figure”.

“Questo è un campionato a sé, veniamo da tre sconfitte ma la classifica è corta, se ragioniamo sulle ultime tre partite, dove potevamo essere e su dove siamo ci deve solo far capire che dobbiamo cercare di riprendere il nostro cammino. Siamo ripartiti con quattro punti in due gare, nelle altre tre ne abbiamo fatti zero, noi dobbiamo ragionare solo su questo, è un campionato a sé dove portare punti a casa può fare la differenza per la posizione finale di classifica. Credo che ognuno di noi debba avere la volontà, l’orgoglio e l’ambizione di fare il meglio possibile, ad oggi abbiamo sei punti in più dell’anno scorso ma questo non basta altrimenti vanifichiamo quanto di buono fatto fino a tre partite fa. Se nelle due partite precedenti si è commesso degli errori, ma sotto l’aspetto della prestazione non posso rimproverare nulla ai ragazzi, oggi invece nel primo tempo non abbiamo fatto quel che dovevamo non tanto sotto l’aspetto tattico – perché nel secondo tempo tatticamente abbiamo cambiato ma quel che è cambiato è l’atteggiamento, perché anziché lavorare di reparto come si doveva fare nel primo tempo siamo andati uomo contro uomo – e se dopo nel secondo tempo si è fatto bene e si è creata l’occasione di pareggiare vuol dire che non è una questione di condizione fisica o di caldo perché le condizioni erano le stesse del primo tempo. La questione è stata quella di trovare motivazioni, bisogna avere l’ambizione di fare quello che si è fatto fino ad oggi”.

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