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Il problema

Troppi gol subiti: preoccupa l'involuzione difensiva

Il Parma ora teme i palloni aerei e i tiri da fuori, ma soprattutto sembra aver perso quella sicurezza che lo aveva caratterizzato

di SANDRO PIOVANI -

17 luglio 2020, 11:14

Troppi gol subiti: preoccupa l'involuzione difensiva

Alla ripresa del campionato dopo la quarantena forzata per colpa del coronavirus, il Parma si è scoperto più indifeso. Nel senso che subisce più gol di prima denunciando un vistoso calo nella fase difensiva. Soprattutto se si pensa al modo in cui sono arrivate molte reti in quest'ultima parte di stagione. In tutto il Parma, in campionato, ha subito 47 reti. Delle squadre che lo sopravanzano in classifica solo Sassuolo (57), Bologna (52) e Cagliari (49) ne hanno incassate di più. Il Verona, squadra neopromossa e rivelazione di questo campionato sino ad ora ha subito 41 gol. Questo per avere un'idea delle dirette concorrenti del Parma per la famosa zona sinistra della classifica, quella tra l'ottavo e il decimo posto.

PALLE INATTIVE
Ma al di la dei numeri quello che colpisce di più è il modo in cui queste reti arrivano. Partendo da una delle situazioni nelle quali, sino a poco tempo fa, il Parma giganteggiava, ovvero le palle inattive e in generale le traiettorie aeree. Nello scorso campionato ed anche nella prima parte di quello in corso non era semplice, per nessuna squadra, segnare di testa al Parma. Che, tra le sue fila, ha quel Bruno Alves spesso in vetta nella speciale classifica dei duelli aerei vinti. Addirittura qualche allenatore avversario faceva notare come il Parma prediligesse questo tipo di fase difensiva, lasciando crossare appunto gli avversari. Ultimamente Sepe viene battuto spesso con colpi di testa da corner o punizioni. In questo caso è sempre difficile capire se siano bravi gli avversari o disattenti i crociati. Di certo il problema è evidente.

TIRI DALLA DISTANZA
Un altra serie di reti subite, ultimamente, è arrivata da conclusioni dalla distanza. Qui naturalmente il merito va agli attaccanti avversari che hanno sempre sfoderato conclusioni importanti, alcune (vedi quella di Kessie mercoledì) spettacolari e inaspettate. Va detto però che troppe volte questi tiri dalla distanza sono stati favoriti dalla leggerezza dei contrasti dei centrocampisti e dalla libertà concessa agli avversari.

UN FONDAMENTALE
Perché tutto questo deve preoccupare, magari non tanto in chiave finale di stagione ma ripensando anche al futuro a medio termine? Semplicemente perché il Parma ha costruito le sue fortune proprio sulla fase difensiva (un po' come sta facendo il Verona, per intenderci). Quel vecchio motto «primo non prenderle» è ancora valido, soprattutto per le formazioni che devono salvarsi. Ad oggi andrebbero in B Lecce, Brescia e Spal che hanno incassato rispettivamente 74, 70 e 58 gol. Senza dimenticare che il Parma ci aveva abituato a non essere raggiunto una volta passato in vantaggio. Ultimamente è anche superato. Ultimo dato: dei 47 gol subiti, ben 21 cadono nell'ultimo quarto d'ora dei due tempi. 
In ogni caso, con la salvezza in tasca, questo è un problema che si può analizzare ed anche risolvere con calma. In proiezione prossima stagione, la terza in serie A dalla rinascita. E non è roba da poco.