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calcio serie A

A caccia di punti. Con la Lazio sarà dura però è bello crederci

Continua lo stillicidio: s'è fermato anche Laurini e D'Aversa, in emergenza, potrebbe   schierare tre centrali in difesa. Inzaghi si affiderà al temibile duo Immobile-Caicedo
   
 

10 gennaio 2021, 09:19

A caccia di punti.   Con la Lazio sarà dura però è bello crederci

Per il suo secondo debutto a Parma Roberto D'Aversa trova oggi una situazione difficile, ma in fondo non più di quella del 2016, quando i crociati erano ottavi e lui alla fine dovette infilare il tunnel dei play-off per portarli in B. Nell'immediato i problemi principali, oltre che dalla classifica, derivano dalla forza della Lazio e dalle assenze. Questi due fattori associati potrebbero anche indurre il tecnico oggi a cambiare assetto. Se considerate che il fresco forfait di Laurini lo lascia con il solo Busi come terzino destro, e che a sinistra c'è Pezzella, ecco che potrebbe essere   razionale schierare tre centrali con i due terzini trasformati in quinti e quindi un po' alleggeriti da compiti difensivi. Tra l'altro sia Osorio che Alves potrebbero giovarsi  dal giocare così: il primo ha spiccata tendenza all'anticipo, il secondo invece alla copertura. Gli ultimi gol presi hanno mostrato che si crea troppo spazio tra i difensori crociati: infittirli, specie contro una squadra che attacca a gran velocità, non sarebbe male.  Un difensore in più vuol dire un attaccante in meno ma contro Immobile e soci rinunciare dall'inizio a Mihaila o Brunetta non è certo un reato, almeno se Gervinho sarà della partita. Insomma, il presidente Krause, che aveva messo al bando la difesa a tre,  se ne farebbe una ragione anche perché a Coverciano insegnano che elasticità e razionalità devono essere il pane degli allenatori. Non si faccia scrupoli, D'Aversa, e affronti petto in fuori, come d'altra parte ha spesso fatto, le accuse di difensivismo. Lo ha detto anche lui ieri, non è il momento di pensare al bel gioco. Ma soprattutto bisogna essere in grado, per primi noi osservatori, di apprezzare la verticalità degli attacchi. In questi anni lo spettacolo più puro offerto dai crociati sono stati alcuni gol di Gervinho frutto non solo della sua velocità ma anche di un'idea funzionale. 
Sulla carta non ci sarebbe partita. La Lazio, così come l'Atalanta, ha perso punti in concomitanza con le dure settimane di Champions. Alla fine però entrambe hanno brillantemente superato il turno e in questo periodo possono limitare il turn over e diventare ciniche in campionato.
Per di più è un complesso che ha cambiato poco e niente in estate. Stesso tecnico, stessi giocatori, in molti casi forti sia tecnicamente che fisicamente. A maggior ragione il Parma dovrà cercare, specie in termini di spazi tra linee  e alle spalle della difesa, di non concedere niente. La Lazio in Coppa affronterà il Bayern e le facciamo tanti auguri, ma non è il Bayern. Il Parma, e D'Aversa in questo è maestro, potrà cercare e trovare qualche punto debole. Però per approfittare di eventuali lacune o anche episodici errori degli avversari ci vuole una verve fisica e caratteriale che di recente i crociati avevano smarrito. 


Cosa aspettarsi allora oggi dalla nostra squadra?  Un risultato positivo sarebbe, specie nelle attuali contingenze,  una manna sorprendente.  Sarebbe già molto che il Parma si comportasse da squadra, mostrasse cioè di saper gestire, reagire, soffrire con spirito collettivo, con aiuto reciproco e reciproca comprensione dei limiti. Ma anche con tanta voglia, quei limiti, di superarli.
 Parlando poi di corsi e ricorsi, anche in caso di sconfitta non ci si dovrebbe allarmare più di tanto. Ricordiamo ad esempio che proprio con un ko contro la Lazio (quella volta in trasferta) debuttò in panchina al Parma il subentrante Colomba nel 2011, finendo poi per cogliere  una salvezza neppure troppo sofferta. Prima ancora Carmignani cominciò il suo secondo salvataggio del Parma con una manita subita sul campo della Roma nel 16° turno del 2004-05. Un ko in casa con la Samp, tenne invece a battesimo, a metà febbraio 2007, Claudio Ranieri. Anche per lui poi la marcia verso la salvezza fu trionfale. Certo, meglio debuttare con un successo come fece Donadoni contro il Siena al Tardini (2012). E allora non costa nulla crederci o almeno sperarci.