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Gervinho: una freccia spuntata. Ora deve tornare determinante

Quest'anno, senza mai fare panchina, ha segnato solo in due gare: le doppiette con Inter e Genoa 

di Paolo Grossi -

20 febbraio 2021, 15:55

Gervinho: una freccia spuntata. Ora deve tornare determinante

Se il Parma quest'anno ha visto poca luce  probabilmente è anche per colpa dell'ingombrante cono d'ombra proiettato da Gervinho. Il suo caso è un vero enigma. Nell'estate del 2018, alla vigilia della prima stagione in serie A dopo la rinascita, Faggiano lo era andato a ripescare in Cina nella squadra riserve dell'Hebei Fortune. Un'operazione che aveva fatto storcere il naso a tanti, timorosi che l'ivoriano si preparasse a un dorato letargo nel Ducato. 
GRANDE COLPO
In realtà è bastato dargli una spolverata ed è tornato in gran spolvero, regalando ai tifosi del Parma giocate e gol entusiasmanti come forse solo Asprilla aveva saputo fare in passato.  A fine stagione 30 presenze, 27 da titolare, 11 gol, 4 assist. L'anno scorso segna un gol, a Udine, nelle prime 8 giornate. Il secondo lo fa all'Inter, alla 9a, e quel giorno per la prima volta ha al braccio la fascia da capitano dato che Alves non gioca. La terrà per quattro gare e prima di Natale timbrerà il cartellino del gol anche a Napoli e Firenze. 
LAVATIVO
Il mercato di gennaio però scompaginerà le cose. L'Al Sadd, club del Qatar, gli fa una sontuosa offerta e lui è intenzionato ad accettarla. Per forzare il club a cederlo smette di andare all'allenamento. Faggiano prende Caprari per sostituirlo ma alla fine i suoi tentennamenti e i ritardi nelle pratiche del transfer fanno saltare l'operazione. Dopo un periodo di ''castigo'' torna in rosa e a Reggio regala il gol della vittoria sul Sassuolo. A fine stagione saranno 31 presenze, 7 gol, 4 assist. Nel frattempo circolano molte voci di un interesse di Conte e dell'Inter per lui. Il contratto con il Parma scade nel '22, la società sarebbe ben disposta a lasciarlo partire a patto di ottenere un sostituto di spessore. L'Inter però è in ristrettezze finanziarie e per di più vola fuori dalla Champions che era un po' l'arena in cui si pensava Gervinho potesse tornare più utile. 
IL TEMPO PASSA
Con Liverani deve cambiare un po' modo di giocare: più aiuto alla copertura e quindi un posizionamento più basso al momento di ripartire che lo allontana dalla porta proprio mentre gli anni cominciano forse a farsi sentire. Gioca sempre titolare ma va a segno solo in due partite sulle 22 giocate sin qui (16 con Liverani, 6 con D'Aversa): realizza infatti una doppietta sui campi di Inter e Genoa.  D'Aversa dopo il suo ritorno non lo ha nemmeno mai  sostituito. In più quando Alves è rimasto fuori gli ha ridato la fascia da capitano, ignorando i i mugugni di tanti tifosi che la ricordavano al braccio di gente come Minotti, Cardone, Morrone, Lucarelli, meno talentuosi ma con più senso di appartenenza.  Tanta fiducia per ora non è stata ricambiata né da gol né da assist. E si fa tardi mentre i vari Man, Mihaila  e Karamoh scalpitano.
 È il tecnico che lavora tutti giorni con la squadra e che quindi sa chi gli può dare di più: se Gervinho in questa stagione ha giocato tutte le partite ci sarà un perché. Ma il calcio non è solo tecnica e rapidità: specie in provincia è fatto anche di altri valori che guarda caso quest'anno sembrano scarseggiare.