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Parma a Cagliari, la spiaggia di Sardegna è davvero l'ultima. Diretta dalle 20.30

di Paolo Grossi

17 Aprile 2021,09:44

Avete presente due malcapitati che in mezzo al mare, non sapendo nuotare, si avvinghiano l'uno all'altro nel disperato tentativo di restare a galla? Ecco, sono Parma e Cagliari in campo stasera alla Sardegna Arena. Ci sono ragionevoli possibilità che nessuno dei due si salvi, ma è certo che solo vincendo questa partita almeno uno manterrà qualche speranza. 
Il Parma ad esempio ha già sciupato la chance di battere Udinese, Spezia, Fiorentina e Benevento, quattro avversarie che non sono mai parse superiori ai crociati e contro cui nel girone di ritorno si è sempre e solo pareggiato. Con otto fattibilissimi punti in più ora staremmo meglio.
Come in mezzo al mare però la tensione è nemica dell'obiettivo da centrare. Andare cioè all'assalto perdendo equilibrio e distanze sul campo potrebbe risultare controproducente. Probabilmente non lo farà neppure il Cagliari, che pure gioca in casa, è reduce da quattro sconfitte di fila e dunque avrà il sale sulla coda per la voglia di invertire la rotta.
 L'assenza del pubblico in una sfida così incandescente potrebbe dare una mano al Parma, il quale dovrà concentrarsi però su alcuni fondamentali concetti: attendere che la squadra di casa conceda spazi in cui infilarsi in ripartenza;  concludere in porta con fame di gol; non mollare un centimetro sui piazzati (e occhio a Pavoletti).
Insomma, non serve neppure un esasperato furore, ma una vogliosa determinazione che si sposi all'attenzione e duri fino al triplice fischio.


ASSENZE E SCELTE
Anche in questa occasione non mancano le assenze a rendere sempre più difficile il lavoro dell'allenatore. D'Aversa infatti ha dovuto lasciare a casa, oltre al manipolo di elementi che ormai vivono in infermeria, anche Conti, Hernani e lo squalificato Gagliolo.  Si assottigliano le risorse umane e per fortuna che la rosa sovradimensionata in questi casi viene in aiuto. Ma la possibilità di scelte e avvicendamenti a gara in corso invece si riduce drasticamente.
Non tanto però da non lasciare qualche dubbio al tecnico. Che fare ad esempio con Gervinho? Puntare ancora una fiche sul suo talento sempre più latente o evitare il rischio di giocare in dieci uno spareggi del genere, tenendo l'ivoriano ad esempio come asso nella manica in spazi più larghi nella ripresa? 
E la coppia Cornelius-Pellè, che buone cose ha fatto nelle ultime due gare nel periodo in cui si è composta in campo, può essere una valida alternativa anche dal primo minuto, magari tenendo conto che potrebbe rendersi necessario scavalcare un centrocampo dove, sulla carta, i sardi vantano una netta superiorità tecnica e numerica? Meglio il mestiere di Laurini o la verve di Busi?
 Insomma, come si vede a D'Aversa restano nodi da sciogliere. Lui dovrà farlo al meglio e i suoi uomini gettarsi nel fuoco con sangue caldo e mente fredda per provare a ridare un senso  a una storia che, citando Vasco, un  senso non ce l' ha. Almeno finora.
 

© Riproduzione riservata

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