×
×
☰ MENU

La scomparsa di calisto tanzi

Da Lauda a Thoeni, dalla Santal fino al Parma calcio: grazie anche allo sport la Parmalat divenne un impero

Da Lauda a Thoeni, dalla Santal fino al Parma calcio: grazie anche allo sport la Parmalat divenne un impero

01 Gennaio 2022,19:37

«Mi manca a questo punto solo la macchina, al massimo guiderò un camion del latte». Sono passati solo pochi mesi dal terribile incidente del Nuerburgring del 1976 e Niki Lauda è alla sede Parmalat di Collecchio. Nonostante l'incidente Calisto Tanzi e il suo uomo marketing, Domenico Barili, sono pronti a rinsaldare la sponsorizzazione con il campione austriaco, e nasce il feeling del cappellino.
«Ho incassato denari della Parmalat a condizione di portare costantemente il berretto pubblicitario - ricordava Lauda - Anche dopo il mio ritiro il berrettino ha mantenuto per loro lo stesso valore». Il legame con Lauda è solo la punta dell’iceberg di una passione per lo sport che ha sempre contraddistinto Calisto Tanzi e la sua Parmalat. Ed è stato anche grazie allo sport che Parmalat è diventato un marchio noto nel mondo.
Nella Formula Uno ci fu il gemellaggio con la Brabham di Bernie Ecclestone dal 1978 al 1984, con i titoli mondiali di Nelson Piquet nel 1981 e 1983, ma nel 1975 il colosso del latte era già entrato nel mondo dello sci tappezzando con il suo nome le piste della coppa del mondo e in particolare la tuta di Gustavo Thoeni.


A Parma segnò poi la stagione della grande pallavolo con la Santal, capace di vincere lo scudetto nelle stagioni 1981-82 e 1982-83, incamerando tre Coppe Italia ma soprattutto laureandosi campione d’Europa per due stagioni nel 1983-84 e 1984-85. Calisto Tanzi mise poi lo zampino nel baseball, sempre al fianco della squadra di Parma, ma il grande passo fu nel calcio.
Negli anni '80 scelse di entrare nel mondo del pallone sponsorizzando la maglia del Real Madrid e, allo stesso tempo, entrando nel capitale azionario del Parma Calcio. Nel 1990, dopo la promozione del club in serie A e la morte del presidente Ernesto Ceresini, la Parmalat rileva la maggioranza della azioni ed inizia quella corsa verso l’alto fatta di coppe e grandi successi.
Da neopromosso, il Parma conquista subito un posto in Uefa e, nella stagione successiva, la Coppa Italia battendo il 14 maggio 1992 in finale la Juventus. L’anno dopo il Parma fa il bis in Europa con la Coppa delle Coppe. Alla fine con Calisto Tanzi e il figlio Stefano, presidente del club, arrivano a Parma tre coppe Italia, una Supercoppa italiana, una coppa delle Coppe, due Coppe Uefa e una Supercoppa Europea. Dopo Milan, Juventus e Inter, il Parma è il quarto club italiano e il sedicesimo europeo nella classifica generale delle competizioni Uefa vinte.


Una gloriosa cavalcata a cui alla fine è mancato solo lo scudetto e brutalmente interrotta nel 2003 quando il crac Parmalat travolge anche il club crociato. La squadra, diretta da Cesare Prandelli, senza ricevere lo stipendio e pagandosi le trasferte arriva però a fine campionato conquistando addirittura il quinto posto assoluto. Poi, anche per il club, iniziò l’era Bondi e del commissariamento della galassia Parmalat.

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI