×
×
☰ MENU

Non fertile per due gruppi sanguigni, ora è mamma

Non fertile per due gruppi sanguigni, ora è mamma

04 Giugno 2021,06:01

Da una condizione rarissima che non le permetteva di avere bambini a due gravidanze, grazie a una terapia che 'modula' il sistema immunitario e che potrebbe servire anche ad aiutare molte altre donne, a partire da quelle a cui potrebbe essere stato danneggiato dal 'long Covid’. La storia riguarda una giovane donna italiana di 31 anni seguita dal centro sulla procreazione assistita del San Filippo Neri di Roma diretto da Arianna Pacchiarotti, ed è descritta sulla rivista «Annals of Case Reports». 
«Questa paziente non riusciva ad avere figli, tanto che si era rivolta a noi per una fecondazione assistita di secondo livello, anche se neppure questo tipo di tecniche riusciva ad avere successo, gli embrioni non si impiantavano - spiega Pacchiarotti -. Durante le visite ci siamo accorti che aveva un problema rarissimo, con alcune linee cellulari che avevano un gruppo sanguigno diverso da quello della ragazza, e questo creava degli anticorpi 'incrociati' che attaccavano gli ovuli. abbiamo pensato quindi di usare la 'Sat', una terapia con seroormoni tessuto specifici, dopo la quale la paziente ha avuto due gravidanze, una già terminata con la nascita di un bambino e l'altra in corso». 
Nel caso specifico la donna aveva un deficit delle cellule del sistema immunitario dette 'linfociti natural killer', che sono fondamentali nella fase iniziale della formazione della placenta, e la cui carenza porta a un deficit di ossigeno a questo organo, oltre a cambiarne la struttura. La terapia è già usata come supporto nella cura dei tumori, per ripristinare il sistema immunitario. Il caso descritto nell’articolo è estremamente particolare, spiega l’esperta, ma questo tipo di terapia potrebbe essere utile anche a molte altre donne. «Il sistema immunitario delle donne è molto differente da quello maschile perchè deve essere in grado di subire modifiche per non rigettare l’embrione che di fatto è un corpo estraneo - spiega - . Quando questo meccanismo è alterato chiaramente l’embrione non può impiantati o viene comunque abortito. Questa terapia sembra intervenire quel tanto che basta a ripristinare il corretto funzionamento di questo meccanismo. Ora stiamo per verificare la possibile efficacia sulle donne che arrivano alla clinica dopo aver avuto il Covid, perchè come sappiamo l'infezione può lasciare dei sintomi a carico del sistema immunitario che durano per molti mesi, ma in prospettiva si potrebbe applicare a tutte le donne che hanno un’alterazione causata da fattori esterni». 

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI