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Ripartenza (attività produttive) dal 4 maggio, con eccezioni dal 27 aprile

Ripartenza (attività produttive) dal 4 maggio, con  eccezioni dal 27 aprile

22 Aprile 2020,03:03

Ripartenza delle attività produttive dal 4 maggio, con alcune singole eccezioni dal 27 aprile. E’ lo schema concordato questa mattina, a quanto si apprende, nelle riunioni a Palazzo Chigi. L’idea, su cui il governo si confronterà nel pomeriggio con le parti sociali, è far tornare al lavoro i cittadini dopo il 3 maggio ma, come già avvenuto nelle scorse settimane, si raccoglieranno le sollecitazioni su singoli settori, come la produzione di macchine agricole e industriali, che potrebbero essere autorizzati a ripartire prima. 

Entro venerdì saranno oltre un milione i voli cancellati o mai effettuati sui cieli europei dall’inizio della crisi del coronavirus. Lo scrive Eurocontrol nell’ultima analisi sull'impatto dell’emergenza sul settore dell’aviazione. L’organizzazione, che coordina il controllo del traffico aereo a livello europeo, ieri ha registrato 4.033 voli, l'87% in meno rispetto ai 27.050 dell’anno scorso. Il 'deficit' rispetto al 2019, dal primo marzo a oggi, è salito così a 917.054. In Italia, il calo è stato del 92%. (ANSA). 

Perchè siano utili, i test sierologici devono garantire sensibilità e specificità, non riconoscere coronavirus diversi dal Sars-Cov2 e vanno ripetuti nel tempo, perchè non si sa quanto a lungo gli anticorpi potranno garantire l’immunità. Sono i paletti, indicati sulla rivista Lancet, dagli epidemiologi della Johns Hopkins University. 
Come scrivono Amy Winter e Sonia Hedge, i tamponi da soli non sono sufficienti come unico metodo diagnostico di sorveglianza, perchè non permettono di individuare le infezioni passate. I test sierologici invece possono stimare il numero totale di infezioni valutando il numero di individui che hanno avuto una risposta immunitaria, indipendentemente se l’infezione è in corso o accaduta nel recente passato (i dati attuali suggeriscono che gli anticorpi persistono per almeno 4 settimane). 
I dati sierologici possono essere usati in quattro modi, secondo le ricercatrici: stimare le variabili epidemiologiche, come il tasso di attacco o di mortalità, necessarie a capire quanti contagi sono avvenuti in una comunità e il loro peso; impegnare in modo strategico gli operatori sanitari immuni per ridurre l’esposizione al virus nelle persone a rischio; valutare l'effetto degli interventi non farmacologici sulla popolazione e infine per individuare le persone che hanno avuto una forte risposta immunologica al virus, i cui anticorpi isolati potrebbero essere usati per trattare i pazienti con la terapia al plasma. Tuttavia rimangono diversi problemi sui test sierologici da tenere in conto, come valutare la loro sensibilità e specificità, verificare che non siano sensibili ad altri virus e possano dare dei risultati falsi positivi, capire il movimento degli anticorpi nel tempo per distinguere le soglie di immunità, perchè ancora non si sa quanto dura e assicurarsi che abbiano un buon rapporto qualità-prezzo. I tamponi saranno vitali per identificare le infezioni in fase acuta, concludono, ma man mano che il Covid-19 continua a diffondersi e i casi si accumulano, i test sierologici aiuteranno a capire il 'passatò della pandemia e prevederne il futuro

   «Firmerò oggi il mio ordine esecutivo che proibisce l’immigrazione nel nostro Paese": lo twitta Donald Trump. «Nel frattempo, anche senza l’ordine, il nostro confine meridionale, aiutato sostanzialmente da 170 miglia di nuovo muro e 27 mila soldati messicani, è molto chiuso, anche contro il traffico di essere umani», ha aggiunto.

E’ possibile capire se un paziente positivo al Covid-19, in fase iniziale della malattia, debba restare in ospedale perchè rischia di peggiorare velocemente, o se invece sia possibile e sicuro curarlo a casa? Un interrogativo che si sono posti clinici di tutto il mondo, cercando elementi utili per arrivare a una possibile risposta. Un primo, determinante contributo a livello internazionale arriva dall’Emilia-Romagna, in particolare dall’Ospedale di Piacenza: la rivista americana Radiology, riferimento globale del settore, ha pubblicato infatti, proprio in questi giorni, lo studio realizzato da un team di specialisti della struttura. 

eCommerce, informazione, lavoro e scuola, intrattenimento, social, messaggistica. Sono le sei tipologie di servizi esplose in Italia in quarantena. E' diminuito l’utilizzo della rete mobile mentre è aumentata la navigazione da desktop. Sono le principali considerazioni che emergono da un’analisi dell’esperto di social media Vincenzo Cosenza su come il coronavirus ha cambiato le abitudini digitali degli italiani. 
«A marzo - spiega - Facebook ha fatto registrare 41 milioni di accessi unici da desktop (+43% su febbraio). Cresce anche Twitch, il sito di giochi in streaming, che totalizza 25 milioni di visite (+25%). L’app più scaricata è stata TikTok (oltre 1,6 milioni di volte, +50%) seguita da Instagram (oltre 1,1 milioni). In questo periodo di isolamento la chat preferita dagli italiani è WhatsApp, unica a crescere in termini di tempo di utilizzo (55 minuti a persona). La chat più scaricata è Messenger (1,6 milioni di download a marzo), seguita da Telegram (1,5 milioni). Marzo segna la comparsa della novità Houseparty con 1 milione di download e una crescita di utenti giornalieri dell’8000%. 
I dati di marzo della fruizione di contenuti da desktop mostrano che YouTube, con i suoi 33,7 milioni di visitatori unici, «è il centro nevralgico dell’intrattenimento perchè permette la massima libertà di costruzione del proprio palinsesto». L’app per videoconferenze più scaricata dagli italiani è Zoom (oltre 2,3 milioni di volte) anche quella che ha subito il maggiore incremento di utenti giornalieri insieme a Hangouts Meet. Ma la più utilizzata dagli italiani resta Skype, usata quotidianamente da oltre 300.000 utenti Android, seguita da Zoom (120.000). «Quando riprenderemo la routine della vita pre Covid19 - osserva Cosenza - l’utilizzo di molti servizi si attenuerà, ma alcune abitudini rimarranno perchè l’ostacolo psicologico all’utilizzo è stato rimosso, anche se forzatamente».

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