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Ritrovata l'unghia, svolta nel delitto dopo 20 anni: uccisa e data in pasto ai maiali

Ritrovata l'unghia, svolta nel delitto dopo 20 anni: uccisa e data in pasto ai maiali

21 Giugno 2019,06:16

 Un’unghia in una porcilaia abbandonata: è l’elemento di prova che a vent'anni di distanza potrà forse aiutare a risolvere il cold case di due donne. Entrambe sposate con lo stesso uomo, Valerio Sperotto, ex allevatore di maiali di Velo d’Astico morto nel 2011 a 64 anni. Ed entrambe sparite misteriosamente a 11 anni di distanza l’una dall’altra. 
La scoperta del reperto è stata fatta dagli archeologi forensi nel corso degli scavi, iniziati nel novembre 2017, all’interno di un’area dove Sperotto allevava i maiali. Le analisi hanno confermato che l’unghia del piede apparteneva a Virginia Mihai, seconda moglie romena dell’uomo, di cui si erano perse le tracce nell’aprile del 1999 dopo un litigio con l'allevatore. La sua auto era stata ritrovata a Vicenza chiusa a chiave e con il portafoglio all’interno. L’esito della consulenza sulle tracce del dna compiuta dai Ris su uno spazzolino da denti e arrivata sulla scrivania del pm Hans Roderich Blattner, che ha riaperto il fascicolo due anni fa, non lascia dubbi: la corrispondenza è del 100% positiva con quella di Mihai. 
L’unghia, lunga due centimetri, proverebbe che il corpo della donna è stato fatto sparire nella porcilaia presumibilmente da Sperotto, da cui la vittima si stava separando. E’ la stessa fine, secondo le ipotesi investigative, che potrebbe aver fatto anche la prima moglie dell’uomo, Elena Zecchinato, «Ivette» per gli amici, di cui si sono perse le tracce nel 1988. «Si era allontanata dall’abitazione per una passeggiata nei boschi di Velo e da allora non è stata più vista» si disse all’epoca. 
Le nuove prove faranno partire a luglio delle ricerche più approfondite sulle tubature e sulle vasche della porcilaia, ormai in stato di abbandono, dove i Carabinieri sono tornati nelle ultime ore per un sopralluogo. Di inchieste in questi anni su queste misteriose sparizioni ne sono state aperte diverse, facendo finire Sperotto, che all’epoca aveva venduto i maiali in fretta e furia, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Ma la sua posizione, nonostante i sospetti per la tardiva denuncia di scomparsa, è sempre stata archiviata. «E' una congiura» aveva sempre risposto l’uomo, incolpando le compagne di essere fuggite con l’intenzione di inguaiarlo. Gli investigatori sono anche convinti che l’allevatore possa aver avuto un complice, una persona che ha materialmente portato l'auto della seconda moglie a Vicenza per depistare gli accertamenti dell’epoca. 
Una vicenda intricata in cui entra nel 2017 pure il costruttore Bortolo Miotti, raccontando di aver visto durante uno scavo uno scheletro, un teschio e delle ossa lunghe nel terreno un tempo di Sperotto che aveva appena acquistato. Nonostante le ricerche di quelle ossa non è stata trovata traccia, tanto che l’uomo è finito nei guai per simulazione di reato. 

© Riproduzione riservata

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