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Sileri: "Non stiamo valutando l'obbligatorietà del vaccino, nè per gli adulti né per i bambini"

Sileri: "Non stiamo valutando l'obbligatorietà del vaccino, nè per gli adulti né per i bambini"

04 Novembre 2021,10:14

«Non c'è nessuna idea di obbligatorietà del vaccino, non stiamo lavorando assolutamente a questo nè nella fascia pediatrica nè nella fascia adulta, questo lo sottolineo». Ma «l'approvazione di vaccini per l’età pediatrica è un ausilio in più e un passo avanti per la protezione di comunità e il fatto che paesi come Usa e Cina portino avanti la vaccinazione ai più piccoli, consentirà una notevole riduzione della circolazione del virus in quell'età». Così il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri su Radio Cusano Campus, dopo che la Fda ha dato il via libera al vaccino anti-Covid della Pfizer per i bambini fra i 5 e gli 11 anni. 

Sull'eventuale futura necessità del vaccino ai bambini dai 5 anni in su per andare a scuola Sileri ha affermato: «Al momento non farei fughe in avanti, perchè in Italia ancora non è disponibile per questa fascia di età e perchè l’obbligo non è previsto nemmeno per la fascia di età dai 12 anni in su. E non vedo all’orizzonte nemmeno un obbligo vaccinale». Il vaccino per i bambini è «solo un’opzione in più per evitare la circolazione del virus».

Anche chi ha fatto J&J ha risposta immune
Sul via libera della seconda dose da Aifa per chi ha fatto il vaccino Johnson and Johnson, «la Cts ha rilevato, dai dati disponibili, che anche chi ha fatto J&J ha stabilità immunitaria, quindi fughiamo i dubbi rispetto a quanto si è letto nei giorni scorsi: anche questo vaccino ha dato una sostanziale risposta immunitaria. Però, siccome nel tempo gli anticorpi tendono a scendere così come succede per gli altri vaccini, è utile un richiamo». Così il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri su Radio Cusano Campus, che mette in guardia: «Non bisogna speculare sulla terza dose, interpretandola come sintomo del fatto che il vaccino non funziona». 
Il richiamo, ha aggiunto, «è utile dopo il sesto mese. Ma non significa che dopo i sei mesi dalla seconda dose all’improvviso sei scoperto». Dire che è consigliabile fare un richiamo, ha concluso, «non significa che i vaccini non funzionano, vuol dire che fare un richiamo è utile perchè ti aggiunge quella protezione in più che la rende più duratura» .

Poche terze dosi? Preoccupato da chi non ha nessuna

Ad aver avuto somministrata la terza dose di vaccino, «sono circa 1,8 milioni di persone pari al 30% della platea, ma sono passati 6-7 mesi dalla seconda dose, il che significa che questa popolazione è ancora sostanzialmente protetta. A chi me lo chiede, io consiglio la terza dose sopra i 60 anni ma sono più preoccupato da quei 2,7 milioni di over 50 senza prima dose». Così il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri su Radio Cusano Campus. 
La terza dose, ha aggiunto, «è utile per avere una protezione in più ma chi è vaccinato è già protetto. Viceversa chi non ha fatto la prima dose ha molte chance di prendere il virus e, se ha più di 50 anni, di avere conseguenze più severe. Serve un’azione comunicativa più forte». 

Su no vax pesa anche il passaparola
A Trieste, «c'è una base di riluttanza nei confronti del vaccino e se hai meno vaccinati e meno Green Pass hai anche più focolai. Spesso a pesare è anche il passaparola, che porta ad avere più sfiducia e ad avere più persone che, a forza di sentirla ripetere, aderiscono ad un’idea sbagliata». Così il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri su Radio Cusano Campus sull'aumento di casi Covid verificatisi Trieste. 
Ad esempio, ha aggiunto, «l'affermazione che il vaccino sia sperimentale è una fake news ma, a forza di ripeterla alla fine la gente ci crede e con il passaparola si consolida un’idea, che diventa una semi realtà», e spesso questo avviene anche all’interno delle famiglie. 
«Io - aggiunge - avrei paura del contrario. Guardate in Germania, dove salgono casi e morti e non dico la quasi totalità, ma quasi, sono non vaccinati». Il fatto che il vaccino funzioni «è dimostrato dai fatti» e, ha concluso Sileri, «da medico è un vero dispiacere vedere persone no vax intubate e leggere nei loro occhi il rimpianto di non aver fatto qualcosa che avrebbero potuto fare per non trovarsi in quelle condizioni». 

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