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Crocoburger

Arriva la carne di coccodrillo in Italia. Ma gli italiani sono diffidenti

Meno di un italiano su 5 ne è attratto

coccodrillo

04 Dicembre 2021,20:20

 Meno di un italiano su cinque (19%) è tentato di assaggiare la carne di coccodrillo secondo l’indagine Coldiretti/Ipr Marketing presentata ad Expo in occasione del primo assaggio di carne di coccodrillo avvenuto in Italia nel Padiglione dello Zimbawe grazie ad una speciale deroga.

E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla nota del ministero della Salute che, sulla base della legislazione Ue, ha stabilito l'elenco dei paesi terzi dai quali sono consentite le importazioni di carni di rettili. Nota inviata anche al ministero della Transizione ecologica - Direzione Generale per il patrimonio naturalistico Autorità di gestione Cites.

In realtà, per l’evento Expo - sottolinea la Coldiretti - si trattò di una tonnellata di carne di coccodrillo proveniente da un allevamento del Paese africano utilizzata per fare dei "Crocoburger", un hamburger di coccodrillo che ha destato molta curiosità tra i commensali senza però molto interesse tra i consumatori nazionali.


Ora dal ministero della Salute viene autorizzata in Italia carne di coccodrillo solo allevato e solo della specie «Crocodylus nilotikus» con specifico certificato sanitario. Questa carne, scrive il ministero della Salute, può essere oggetto sia di importazione da Paesi terzi che di scambi intra-Ue da altri paesi della Ue ai fini della sua commercializzazione sul territorio nazionale.

Difficilmente la novità, commenta Coldiretti, «avrà successo come dimostra anche la diffidenza degli italiani nei confronti delle recenti autorizzazioni della Commissione europea all’immissione sul mercato per il consumo umano di insetti quali la Locusta migratoria e la larva gialla della farina (Tenebrio molitor) sotto forma di snack e come ingrediente in una serie di prodotti alimentari». Novità non gradita dal 54% degli italiani, i quali sono proprio contrari agli insetti a tavola, secondo l'indagine Coldiretti/Ixè.

«Una corretta alimentazione non può infatti prescindere dalla realtà produttiva e culturale locale nei Paesi del terzo mondo come in quelli sviluppati - conclude la Coldiretti - e a questo principio non possono sfuggire neanche coccodrilli, ragni, coleotteri, formiche o cavallette a scopo alimentare che, sono molto lontani dalla realtà culinaria nazionale italiana ed europea».

© Riproduzione riservata

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