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Diana Di Meo, arbitra vittima di revenge porn: "Due giorni chiusa in casa, poi mi sono fatta coraggio"

Diana Di Meo, arbitra vittima di revenge porn: "Due giorni chiusa in casa, poi mi sono fatta coraggio"

22 Gennaio 2022,16:04

"Stanno girando dei miei video privati su Telegram e Whatsapp, video non condivisi da me e alcuni di essi fatti a mia insaputa. Ho sport denuncia, stanno rintracciando i colpevoli e chi si occupa della condivisione dei video, perchè anche questo è un reato da codice rosso". Cominciava così la denuncia fatta attraverso la sua pagina Instagram da Diana Di Meo, giovane arbitro di calcio della sezione di Pescara, vittima di revenge-porn. "Ho denunciato tutto sui social per farmi forza, perché erano due giorni che ero chiusa in casa - racconta oggi Diana in un colloquio con 'Il Pezzo Impertinente' - Chiusa con la paura di uscire, chiusa per non vedere nessuno, per non incontrare gli sguardi di chi mi conosce o di imbattermi in estranei. Ho parlato per farmi forza". Nella sua denuncia pubblica, la giovane arbitro ha rivelato di essere venuta a conoscenza di quei video "grazie a dei ragazzi che mi hanno mandato i link delle chat dove venivano condivisi. È una situazione che non auguro veramente a nessuno, sto cercando di resistere ma non tutti ci riescono: dobbiamo segnalare questi video, le persone che continuano a condividere queste cose", era stato il suo appello. Appello che non è caduto nel vuoto, anzi.

Anche l’attrice hard Priscilla Salerno, che da tempo denuncia i rischi del revenge porn, si è mossa per darle una mano. "E' stata carina e mi ha dato una speranza. Vediamo insieme cosa riusciremo a fare. Mi hanno chiamato anche altri del mondo dello spettacolo ed alcuni calciatori per esprimere la loro vicinanza", racconta ancora Diana, che - come ha scritto lei stessa - spera "di dare voce a tutte quelle vittime che vengono colpevolizzate, quando in realtà il colpevole è dall’altra parte dello schermo, che riprende o 'si limità a condividere. Oggi la vittima sono io, domani potrebbe essere una persona vicina a chi magari adesso sta guardando i video e sorride. Non è mai colpa della vittima, ricordatevelo". La giovane arbitro non sa come sia successo ("io non li ho mandati. Temo che qualcuno sia entrato nel mio cellulare, nel mio i-Cloud") ma sta vivendo "giorni incredibili. C'è chi mi condanna, chi esagera, ci sono commenti brutti - racconta ancora a 'Il Pezzo Impertinente' - Per fortuna tanti mi esprimono solidarietà. Poi ognuno ha le sue idee. Basta essere educati e rispettosi, io non esprimo giudizi su nessuno".

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