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Quirinale, Draghi media per il Mattarella bis. Casini: "Togliete il mio nome"

Quirinale: notte di incontri e trattative, si torna a votare alle 9.30

29 Gennaio 2022,08:50

E’ opportuno che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella resti al Quirinale «per il bene e la stabilità del Paese». E’ quanto avrebbe detto il premier Mario Draghi - si apprende da fonti autorevoli - al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ai leader politici, che sta sentendo in queste ore. La decisione è nelle mani del Parlamento, è la consapevolezza del premier, ma l’auspicio espresso ai leader sarebbe quello di garantire la stabilità chiedendo a Mattarella di restare. 


«Chiedo a tutti di togliere il mio nome dalla discussione». Lo dice Pier Ferdinando Casini in una dichiarazione alla stampa alla Camera parlando dell’elezione dell’elezione del Presidente della Repubblica.

Com'era partita la mattinata

 La notte non ha portato consiglio e la settima votazione per l’elezione del Quirinale, cominciata alle 9,30, va verso la fumata nera con la gran parte dei partiti di maggioranza che, dopo non aver partecipato alla prima chiama, si asterranno alla seconda, a parte Iv e Leu che lasciano la scheda in bianco. Ma Matteo Salvini sembra essersi convinto che è necessario un accordo tra i partiti che sostengono il governo per arrivare ad eleggere il presidente della Repubblica.
Un vertice tra i big era previsto prima dell’avvio della votazione ma poi è stato aggiornato. «Conte non c'era» fa sapere Matteo Renzi in Transatlantico. Fonti M5s fanno sapere che «il presidente Conte e gli altri leader hanno convenuto di aggiornare più tardi in mattinata il vertice di maggioranza». Si aspetta quindi la pausa tra la settima e l’ottava votazione per vedere se si riesce a chiudere un accordo in giornata ma nulla è scontato.
«Il mio nome può essere sul tavolo solo se rappresenta un momento di unità e di convergenza. L’Italia viene prima delle nostre ambizioni personali», chiarisce all’ANSA uno dei quirinabili, Pier Ferdinando Casini. Gli altri candidati sul tavolo dei leader invece tacciono. Enrico Letta, tornando a riunire i grandi elettori Pd, elenca lo stato dell’arte: «"Ieri si è ragionato di vari nomi, tanti, dal nome di Draghi, a Mattarella, la Cartabia, la Severino, la Belloni e gli altri come Amato e Casini. Attorno a tutti questi nomi si è cominciato a discutere. Poi ciascuno ha fatto delle verifiche a casa sua». Da Fi è già stato mandato a Tajani di indicare il nome di Casini. Ma dal Pd sembra salire la spinta per il bis di Mattarella: «O c'è una intesa complessiva che tiene» altrimenti «il Parlamento ha una sua saggezza e assecondare questa saggezza è anche questa democrazia». 

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