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Nuova tegola sui Windsor, indagata la fondazione di Carlo

Nuova tegola sui Windsor, indagata la fondazione di Carlo

16 Febbraio 2022,18:04

Ancora una tegola sulla reputazione di casa Windsor nell’anno dedicato a celebrare i 7 decenni di regno della quasi 96enne Elisabetta II, dopo un 2021 orribile segnato dal Covid, dallo strappo definitivo del nipote Harry con Meghan e soprattutto dalla morte dell’inossidabile principe consorte Filippo.

Non bastasse la macchia nerissima dello scandalo sessuale Epstein che ha investito Andrea, prediletto terzogenito di Sua Maestà, sulle prime pagine tornano oggi anche i sospetti sulla fondazione benefica che fa capo al principe di Galles ed eterno erede al trono Carlo, ormai coreggente de facto della monarchia britannica.

Scotland Yard ha infatti annunciato l’apertura di un’indagine di polizia sulla Princès Foundation. La vicenda in sè era già nota e riguarda Michael Fawcett, dimessosi l’anno scorso dallo scranno di amministratore delegato dell’organizzazione sull'onda dell’accusa d’aver agevolato cospicue donazioni in denaro da un nababbo saudita, Mahfouz Marei Mubarak bin Mahfouz, in cambio di una spintarella alla sua domanda di cittadinanza britannica e all’attribuzione di un’importante onorificenza reale concessa nel 2016.

Il contesto è quello di una sorta di compravendita di decorazioni, fra intrecci opachi d’intermediazioni, favori e interessi di business che per ora non toccano direttamente il 73enne Carlo; ma rischiano di rivelarsi «molto problematici» per la sua immagine, secondo Peter Hunt, ex royal correspondent della Bbc, tenuto conto che Fawcett è stato per lunghi anni assistente personale e consigliere fra i più influenti del futuro re: destinato a qu esto punto a essere verosimilmente interrogato come testimone dai detective della Met Police.

Un brutto colpo per la pace della regina Elisabetta, ricomparsa giusto oggi in un incontro pubblico di persona dopo le preoccupazioni innescate dai contatti avuti con il medesimo Carlo la settimana scorsa un paio di giorni prima che questi risultasse positivo al Covid per la seconda volta dall’inizio della pandemia. Ma nulla di paragonabile, per gravità dei fatti, allo scandalo che coinvolge Andrea -62 anni sabato prossimo - salvatosi dalla causa civile intentata contro di lui negli Usa da Virginia Giuffre, una delle vittime del giro di prede  sessuali minorenni messe a suo tempo a disposizione di amici vip dal defunto faccendiere-pedofilo Jeffrey Epstein, solo grazie all’annuncio di un accordo extragiudiziale milionario.

Un accordo che sottrae lui e la dinastia alla vergogna del processo, oltre al rischio di veder certificato in tribunale il riconoscimento di colpe specifiche; senza tuttavia cancellare tutte le polemiche. La previsione dei commentatori di corte è che Andrea non abbia in effetti alcuna speranza di redenzione o di recupero dei ruoli ufficiali di rappresentanza perduti (ufficialmente «sospesi") in seno al casato. Mentre la deputata laburista Rachael Maskell chiede semmai che venga adesso privato pure del titolo residuo di duca di York. A far discutere è del resto in primis la questione di chi pagherà l’indennizzo tombale. Sulla cifra concordata in gran segreto fra avvocati per chiudere il caso, i pareri non sono unanimi: il Daily Telegraph spara fino a 12 milioni di sterline; il Mail si ferma a 7,5; alcuni periti americani ipotizzano «10 milioni di dollari"; mentre David McClure, esperto di Royal Finances, liquida tutte queste stime come «alquanto eccessive» e le ridimensiona «attorno a quota 5 milioni di sterline».

Ma si mostra d’accordo col Telegraph sul fatto che il principe - pur avendo messo in vendita uno chalet di lusso tra le montagne della Svizzera - non sia al momento in grado di farvi fronte da solo, disponendo ad oggi d’una pensione della Royal Navy nonchè di un limitato appannaggio versatogli da Buckingham Palace tramite il fondo del Ducato di Lancaster (il cui bilancio complessivo annuo ammonta a 21,7 milioni).

Il che equivale a dire che dovrà essere ancora una volta sua madre a coprire - o anticipare - l’esborso: almeno in parte e con denaro di fatto pubblico. 

© Riproduzione riservata

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