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Bolkenstein

Il sindaco di Forte dei Marmi scrive a Draghi: "Difendiamo gli stabilimenti balneari"

Tentata violenza a donna, sindaco "Impensabile a Forte dei Marmi"

23 Maggio 2022,17:47

«La nostra preoccupazione per la Bolkestein non è solo la solidarietà per una categoria, ma la preoccupazione per lo smarrimento possibile di una intera comunità. Quella dei balneari non può e non deve essere considerata soltanto una 'categoria', ma diversamente è parte integrante ed essenziale di tutto il nostro contesto turistico», «non possiamo, non dobbiamo e non vogliamo che una direttiva europea possa rischiare di spazzare via tutto questo a favore di multinazionali che con qualche business plan, fatto in una city di qualche piazza finanziaria, sostituisca i giorni infiniti, le albe e i tramonti». Lo scrive il sindaco di Forte dei Marmi (Lucca) Bruno Murzi in una lettera al presidente del Consiglio Mario Draghi per segnalare «la gravità del momento che potrebbe segnare il destino di tante imprese operanti nel nostro territorio».
Murzi sottolinea che «la nostra storia e il nostro benessere si deve proprio a quelle generazioni di fortemarmini, gestori, lavoratori, bagnini spesso mitici, i cui visi segnati dal sole e la salsedine, sono specchio di una comunità che ha sempre saputo rigenerarsi e rispondere alle sfide dei tempi. Impossibile non essere orgogliosi, non commuoversi di fronte a tanta bellezza conquistata negli anni e preservata con determinazione». Per il sindaco «si rischia il senso di straniamento, di non luogo che danno certi quartieri e centri commerciali artificiosamente pensati a tavolino, privi di una loro storia». «Un voto, imposto d’autorità, potrebbe cancellare imprese centenarie, che invece dovrebbero essere storicamente tutelate, appartenendo alla memoria di tutti noi - conclude -. Cancellando queste esperienze mettiamo a rischio il sistema turistico che faticosamente è stato costruito negli anni e che ha dato a tutti noi, anche a coloro che non hanno direttamente operato nella balneazione, la possibilità di vivere e crescere economicamente e socialmente. Per questo dobbiamo tutti lottare, difendere e sostenere un bene, un patrimonio, che appartiene a noi tutti».

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