Italiamondo

#JenesuispasCharlie #IononsonoCharlie

02 settembre 2016, 19:38

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Frequento la Francia da una vita, amo la Costa Azzurra: è semplicemente splendida. Tutti abbiamo pianto le vittime di Parigi, una di loro era anche un amico. Tutti abbiamo pianto le vittime di Nizza, per me è come se avessero colpito la mia, la nostra città. Tutti abbiamo pianto e siamo inorriditi per le vittime di Charlie Hebdo: da giornalista, poi, l'attacco ha assunto un doppio significato, un colpo sanguinoso alla libertà di stampa, di satira. In tanti abbiamo aderito ai vari hastag (nello specifico #JesuisCharlie) nati dopo questi vili colpi alla spensieratezza, al lavoro e alla nostra vita quotidiana. Ora, proprio il giornale satirico Charlie Hebdo è tornato a colpire con le sue matite colorate. Ma questa volta ha colpito le macerie, ancora fumanti, del terremoto del Centro Italia. Una vignetta che non mi piace, non ci piace.«Terremoto all'italiana: penne al sugo di pomodoro, penne gratinate, lasagne». Due uomini in canottiera (loro vedono così noi italiani) insanguinati (il richiamo al sugo di pomodoro è più che evidente) guardano le macerie disegnate come una mega lasagna, da dove spuntano braccia e piedi di diverse persone sepolte da strati di pasta/macerie. Da qui una mega ondata di indignazione con insulti di vario genere sui social. Immancabili i soliti interventi dal mondo politico. Dalla redazione, dopo il silenzio, è arrivata la precisazione, ça va sans dire, attraverso una vignetta: il primo disegno non voleva prendere di mira le vittime ma gli abusi edilizi che hanno portato alla tragedia. Ma anche la seconda vignetta non ci piace, anzi, rincara la dose di banalità e meschinità.
Si tratta, comunque, di un'indignazione fuori luogo, nella tempistica e non di certo nei contenuti. Sì, perché i vignettisti di Charlie Hebdo hanno sempre attaccato, ironizzato e preso di mira in modo scorretto, semplicistico, blasfemo e ruvido (Le loro vignette non mi hanno mai fatto ridere) il nostro Paese ma anche Dio, Gesù, morti di ogni tipo e latitudine. Lo hanno sempre fatto e sempre lo faranno. Va urlato e ripetuto che questo non giustifica un attacco sanguinoso, non giustifica la violenza, ma «semplicemente» non fa ridere. Noi.

Matteo Scipioni