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Alitalia, ecco le nuove divise targate Ferretti: la stilista le ha disegnate gratis, ma userà il logo

Accordo senza esborso finanziario, da domani capsule in vendita

15 giugno 2018, 19:45

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E’ un «accordo commerciale senza esborso finanziario» - come spiegato dal direttore commerciale di Alitalia Fabio Maria Lazzerini - quello stretto tra la compagnia aerea e Alberta Ferretti, che oggi ha presentato a Milano le divise disegnate per hostess e stewart, ma anche una capsule collection "see now buy now" di T-shirt e felpe con il logo del vettore aereo, di cui alcune proposte saranno in vendita già da domani. L’occasione dell’anteprima è la sfilata milanese del marchio, con hostess e steward della compagnia di bandiera schierati con le loro nuove divise sullo scalone dell’Arengario, all’ingresso del defilé che apre la fashion week dedicata alla moda uomo. In passerella niente divise, ma qualche capo della capsule "Alitalia": la t-shirt bianca, la tuta blu da lavoro, la felpa logo, tutte unisex.

Nell’accordo tra Alitalia e Aeffe, il gruppo di Alberta Ferretti, c'è infatti proprio la possibilità, per la stilista, di usare il logo del marchio per questa piccola linea. E visto il successo delle proposte "see now buy now", che sembrano intercettare il desiderio continuo di novità dei consumatori cresciuti nella bulimia di immagini di Instagram, Lazzerini non nasconde che la capsule della Ferretti possa essere anche un ottimo veicolo di immagine per Alitalia, che sta «cercando di usare l’italianità in modo moderno, perchè realizziamo il 60% del fatturato in giro per il mondo».

Tanto è divertente la capsule, quanto fedele al suo ruolo di servizio la divisa, con tubino, cardigan logato e pantaloni, camicetta bianca e foulard, giacchina con finta cinturina logo per lei e classico completo per lui. «Ma vi immaginate a vedere una hostess in felpa? - scherza Alberta Ferretti - loro hanno un ruolo, devono essere riconoscibili e la divisa deve essere atemporale».
Poi, certo, si può un po' giocare con il motivo del logo, ma restando fedeli alle esigenze di praticità ed eleganza dei 6000 lavoratori. Ecco perché «quando mi hanno proposto di disegnare le divise è stata una grande emozione ma poi - racconta la stilista - è arrivata anche un po' di paura e ho chiesto una settimana di tempo per essere sicura di riuscire a dare il meglio alle migliaia di persone che rappresentano l’Italia che vola e che devono sentirsi a loro agio ed eleganti al tempo stesso. Ho cercato di tener presente le esigenze tecniche scegliendo materiali italiani di grande qualità come il fresco di lana, per capi che si possono portare 24 ore 12 mesi su 12. Come italiana ci tenevo molto a fare qualcosa di bello per il mio Paese». E quelli della Ferretti sono i capi ideali - aggiunge Lazzerini - per un’Alitalia che «sta tornando a giocare un ruolo di primo piano, con numeri in crescita come il +6,4% di fatturato del primo trimestre e il +7,6% di traffico passeggeri di maggio».

Le nuove divise sono tutte in blu, il colore che per Ferretti meglio rappresenta l’Italia, oltre a donare praticamente a tutti. I modelli per lei - spiega la stilista - rispettano la figura senza esasperarla, con spacchi funzionali e dettagli di stile come il nastro in gros grain logato della giacca, il logo all over che trasforma il cardigan, il grembiulino di servizio in jacquard logato che è quasi un abitino. Bandito il cappellino, «decoro superfluo e poco contemporaneo», così come ogni riferimento al passato e all’ultima, tanto criticata, divisa: «ho pensato solo a come mi piace essere accolta e a come far sentire a suo agio chi indossa questi capi». E per la prima volta, la stilista si è cimentata anche con capi da uomo: «è stato interessante, ma - conclude - non inizierò a fare collezioni per uomo».