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Ricordata la Notte dei cristalli, 80 anni dopo. Nel 1922 la "profezia" di Einstein in una lettera

La missiva inedita dello scienziato è stata messa all'asta in Israele. La cancelliera tedesca Merkel: "Preoccupante antisemitismo"

09 novembre 2018, 22:29

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Si è svolta nella sinagoga di Berlino la manifestazione di commemorazione per gli 80 anni dalla Notte dei Cristalli, il 9 novembre del 1938, a cui prendono parte le rappresentanze della comunità ebraica tedesca, il presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier, la cancelliera Angela Merkel e il presidente del Bundestag Wolfgang Schaeuble.
E’ in corso una campagna diffamatoria contro rifugiati, richiedenti asilo, in particolare musulmani, ha detto Josef Schuster, presidente del consiglio centrale degli ebrei in Germania. «Un partito che siede nell’ala destra del Bundestag ha perfezionato questa campagna diffamatoria» perché «sono incendiari dell’anima», ha sottolineato.
«Quanto è successo in Germania nel 2018 le considero una vergogna per il nostro paese» ha continuato Schuster a proposito degli attacchi ai locali di proprietà di stranieri e di ebrei che si sono verificati a Chemnitz e nel resto della Germania negli ultimi mesi.
La cancelliera tedesca Angela Merkel ha detto che dopo la seconda guerra mondiale «la delimitazione normativa di razzismo e antisemitismo era fondamentale ma razzismo, antisemitismo e pregiudizi non svaniscono da soli». «Oggi c'è in Germania una fiorente vita ebraica», ha proseguito la Merkel, ma al tempo stesso «è possibile constatare un preoccupante antisemitismo» e «l'antisemitismo non inquieta solo gli ebrei ma noi tutti», ha aggiunto facendo riferimento alle aggressioni che si sono verificate quest’anno a studenti e agli attacchi contro locali ebraici.  Per comprendere la Notte dei Cristalli, ha detto Merkel, è necessario capire qual è il processo che l’ha preceduta e che ha poi portato alla Shoah. Solo in questo modo è possibile trarre il giusto insegnamento per il futuro, ha proseguito.

LA "PROFEZIA" DI ALBERT EINSTEIN IN UNA LETTERA ALLA SORELLA NEL 1922. La profezia di Albert Einstein del 1922 si sarebbe avverata 11 anni dopo: i «tempi bui» preconizzati per la sua Germania si avverarono nel 1933 con l'arrivo al cancellierato di Adolf Hitler.
Cinque anni dopo, nel 1938 - 80 anni fa - i nazisti scatenarono la "Notte dei Cristalli", violento pogrom contro gli ebrei, avvisaglia della Shoah. Un antisemitismo che Einstein, premio Nobel per la fisica, aveva conosciuto e bollato nella lettera - finora inedita - scritta nell’agosto del 1922 alla sorella Maya e che la prossima settimana sarà battuta all’asta a Gerusalemme dalla Casa Kedem. Lo stesso antisemitismo denunciato oggi da Angela Merkel che nella sinagoga centrale di Berlino ha ricordato la 'Notte dei Cristallì. «C'è in Germania - ha detto - una fiorente vita ebraica», ma al tempo stesso «è possibile constatare un preoccupante antisemitismo». E questo «non inquieta solo gli ebrei ma noi tutti», ha aggiunto facendo riferimento alle aggressioni che si sono verificate quest’anno a studenti e agli attacchi contro locali ebraici.
Einstein di quelle violenze era stato testimone diretto: già nel 1920 un gruppo di studenti interruppe una sua lezione e uno di essi gridò: «Taglierò la gola a quello sporco ebreo!». Due anni dopo l’uccisione da parte di tre estremisti di destra tedeschi del ministro degli Esteri Walter Rathenau, ebreo come lui e suo amico, peggiorò l’atmosfera. La polizia avvisò lo scienziato che il pericolo era reale ed Einstein seguì il consiglio. Dopo essere scappato da Berlino scrisse appunto alla sorella Maya informandola che si stava nascondendo: non appose alcun indirizzo dietro la missiva nè specificò dove si trovava. «Qui - predisse - si stanno preparando tempi bui, politicamente ed economicamente, ed io sono felice di andarmene via da tutto per un anno e mezzo». Poco prima aveva accennato: «Fuori da qui, nessuno sa dove mi trovo e pensano che io sia scomparso». La lettera - fanno sapere dalla Casa d’aste - fu presumibilmente scritta da Kiel, nel nord della Germania non distante dalla Danimarca, dove di stava imbarcando per una serie di conferenze in Asia. «Sto abbastanza bene - aggiunse -, nonostante tutti gli antisemiti tra i colleghi tedeschi...». Poi dopo aver descritto a Maya i suoi piani per la fuga, notò: «Vedi, sto quasi diventando una sorta di predicatore itinerante. Per primo è piacevole, e in secondo necessario». Undici anni dopo, nell’ottobre del 1933, Einstein di fronte all’antisemitismo di stato accettò di lavorare a Princeton negli Usa dove sarebbe sempre stato fino alla morte.
Per comprendere la Notte dei Cristalli, ha detto oggi Angel Merkel, è necessario capire qual è il processo che l’ha preceduta e che ha poi portato alla Shoah: solo in questo modo è possibile trarre il giusto insegnamento per il futuro. Einstein l'aveva spiegato.