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Scendi il cane? "Anche no". L'Accademia della Crusca precisa: le regole non cambiano

Si era diffusa la notizia di uno "sdoganamento" di un uso transitivo di verbi come sedere, scendere e altri. Ma l'Accademia smentisce

28 gennaio 2019, 16:35

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Si può dire "Scendi il cane" o "Sali la spesa"? Anche no, per usare una espressione colloquiale in voga oggigiorno. L'Accademia della Crusca considera lecito dire "siedi il bambino"? No, si è diffusa una notizia male interpretata: gli accademici confermano che per certi verbi non si può usare la forma transitiva. 
A quasi tre anni dalle polemiche su "petaloso" (con le relative parodie), la bolla è nata (e si sta sgonfiando) su internet. Sui social network si è diffusa in modo virale - complici articoli anche di testate e siti nazionali - la notizia secondo cui l'Accademia della Crusca avrebbe sdoganato modi di dire come "siedi il bambino" o "scendi il cane". Con la "notizia", ecco un florilegio di commenti: c'è chi esulta, c'è chi si mette le mani nei capelli (come si vede in questa gallery).
Sul sito dell'Accademia è stata pubblicata una risposta di Vittorio Coletti a chi chiedeva se fosse lecito "costruire il verbo sedere con l’oggetto diretto di persona: siedi il bambino, siedilo lì ecc.". Coletti ha sottolineato che l'uso transitivo del verbo sedere è usato in situazioni "di uso domestico" e a modi di dire regionali, perlopiù del sud. "Sedere con l’oggetto diretto di persona - continua Coletti - si legge ormai nei manuali sulla cura dei bambini o nelle istruzioni su come mettere un bambino sul seggiolino dell’automobile. Dunque, è una costruzione abbastanza diffusa e neppure solo recente". Per l'esperto la costruzione transitiva di sedere può essere lecita in situazioni colloquiali, di vita quotidiana. 
Essendo la "notizia" diventata virale, l'Accademia della Crusca è intervenuta per precisare che, in generale, in italiano corretto dire "siedi il bambino" resta un errore. Il presidente Claudio Marazzini, intervistato dall'Agi, sottolinea che se nel linguaggio parlato può essere ritenuto in qualche modo tollerabile, nello scritto non è così.
Al di là degli scherzi, le regole della grammatica insomma non sono cambiate. 

IL PRESIDENTE ONORARIO SABATINI: "IN OGNI LINGUA ESISTONO USI MARGINALI". ZAIA SCHERZA: "RIABILITIAMO MONA". L’uso dei verbi intransitivi in forma transitiva «è marginale, regionale, non è dello standard italiano, quindi se lo usiamo dobbiamo capire che è colloquiale e popolare. Invece nei contesti in cui occorre un uso generale, affermato, riconosciuto, non ci sta bene». Sono le parole con cui Francesco Sabatini, noto linguista e presidente onorario dell’Accademia della Crusca, è intervenuto sul caso del giorno, ovvero la correttezza di espressioni come "siedi il bambino" e "scendi il cane".
La pubblicazione, nei giorni scorsi, di una nota dell’Accademia fiorentina sull'uso del verbo "sederE" con l'oggetto diretto di persona ha scatenato un forte dibattito tanto che la discussione è uscita dagli studi dei linguisti dell’Accademia conquistando giornali e social network.  
«La lingua è fatta di tante varietà e questo ne fa uno strumento in movimento, che vive, che cambia», spiega Sabatini. «In tutte le lingue esistono usi marginali, secondari che posso prevalere sotto la spinta di fattori nuovi: la ricerca della brevità e della velocità possono promuovere, come in questo caso, l’uso dei verbi dall’intransitivo al transitivo».
Attenzione però, aggiunge il linguista, «Perchè questo uso è documentato in tutte le regioni italiane, uscire il bambino l’ho trovato in Fenoglio, lo scrittore piemontese, quindi non è una questione di ignoranza dei meridionali come qualcuno ha voluto far credere».
Tant'è, da Facebook a Twitter l’ironia con l’hastag Accademia della Crusca e è a ruota libera, con centinaia di meme scatenati, da «Ho insegnato al cane a fare pipì in bagno, così non avrò più problemi a uscirlo» ad «Accendi il Twitter che lo scrivo». Il giornalista Rai Marco Frittella coglie l’occasione per riabilitare il democristiano Gava: «Abbiamo sceso l’IVA» disse tanti anni fa il ministro Gava buonanima. Fu sommerso dai fischi di una classe politica istruita e beneducata. Ora dall’Aldilà si prende la rivincita». E di fatto nemmeno la politica è rimasta indifferente al dibattito sulla linguistica: sul tema ironizza il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che posta su Facebook la foto dello striscione con lo slogan «scendeteli» esposto dai manifestanti che a Siracusa chiedono lo sbarco dei migranti della Sea Watch: «L'Accademia della Crusca - si chiede il ministro- sarà d’accordo?». Mentre il governatore del Veneto, Luca Zaia scherza: «Se continua così chiederemo la riabilitazione della parola "mona"».
Sabatini allarga le braccia, si dice «un pochino sorpreso» della confusione creata sui social network. La colpa dell’esagerazione, sostiene il professore, «è dei giornalisti, che scrivono bianco o nero, che tagliano le dichiarazioni e quindi creano il panico». Poi comunque aggiunge: «E' comunque un fatto positivo che si dibatta, significa che c'è attenzione ai fatti linguistici».