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MONTEROTONDO

In tanti al funerale del padre violento: "Non era un mostro"

E' stato ucciso dalla  figlia per difendere la madre. Il parroco: "Misericordioso chi perdona" 

23 maggio 2019, 18:51

In tanti al funerale del padre violento:

Lunghi applausi, urla "sei un grande" e chiesa piena oggi pomeriggio a Monterotondo per i funerali di Lorenzo Sciacquatori, il 41enne ucciso domenica dalla figlia dopo l’ennesima aggressione in famiglia. Un intero quartiere, quello di Monterotondo Scalo, ha voluto dargli l’ultimo saluto. In prima fila i parenti, tra cui le due sorelle di Lorenzo, mentre non c'erano la figlia Deborah e Antonia, compagna di una vita. La 19enne martedì scorso è tornata libera, dopo essere stata posta ai domiciliari: l’accusa nei suoi confronti è stata derubricata da omicidio volontario in eccesso colposo di legittima difesa. 

Poco prima dell’inizio della funzione è entrata per alcuni istanti nella chiesa l’anziana madre del 41enne, costretta su una sedia a rotelle, che piangendo ha abbracciato e baciato la bara su cui sopra era stata adagiata una corona di fiori con il nastro «i tuoi cari» e accanto una foto di Lorenzo, sorridente, scattata diversi anni fa.

 "Misericordioso è chi ha il cuore grande e il coraggio di perdonare davvero" ha detto il parroco durante l’omelia. All’uscita del feretro, portato a spalla dagli amici, ci sono stati lunghi applausi e urla "Lorenzo sei un grande", "Lorenzo tutti con te".

 "Era una vittima anche lui. Lo conoscevo da quando era piccolo ed è sempre stato un buono, debole sì ma non cattivo" ha raccontato una conoscente che abita di fronte al palazzo in cui il 42enne viveva con la famiglia. "Lo hanno rovinato le cattive frequentazioni - ha detto - purtroppo basta attraversare la strada e dietro le case popolari l’ambiente è completamente diverso". "Era giusto esserci - hanno ripetuto in tanti - non era un mostro". Davanti al palazzo dove domenica mattina l’uomo è stato ferito a morte ci sono ancora chiazze di sangue. Due anziane che abitano nella stessa strada, sedute su una panchina, hanno tenuto a dire: "Non era come lo hanno descritto, era una brava persona perciò c'era tanta gente. Dentro casa non sappiamo cosa succedeva ma fuori era sempre gentile".

 E parlando dell’assenza della figlia e della compagna al funerale c'è chi crede che sia stato giusto: "per evitare l'assalto delle telecamere" e chi, al contrario, pensa "dovevano esserci per rispetto al defunto". A uscire dalla palazzina in cui abita la famiglia, una vicina e amica della famiglia Sciacquatori, che ha raccontato: "Mamma e figlia sono andate via per qualche giorno. La bambina, perché per me è una bambina, deve stare tranquilla. Doveva andar via perché stare qui per lei era diventata un’ossessione". E non è l’unica che oggi ha pensato a Deborah. "E' una ragazza sempre sorridente - racconta una vicina - è amica di mia figlia. Mi è dispiaciuto tantissimo per quello che le è successo. Sicuramente le rovinerà la vita, non sono cose che si dimenticano. Lui strillava sempre, era spesso ubriaco ma non era cattivo. Mi faceva pena". 
 

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