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Le cavallette flagellano il Nuorese

09 giugno 2019, 17:39

Le cavallette flagellano il Nuorese

A milioni le cavallette stanno devastando le campagne del Nuorese, mentre a Bologna sciami di api hanno invaso il centro della città. Non sono comunque fenomeni che stupiscono gli esperti: «gli animali hanno i loro ritmi di attività e la stagione si sta risvegliando dopo un maggio freddo», osserva Pierfilippo Cerretti, docente di Zoologia sistematica dell’Università Sapienza di Roma. «Si tratta di fenomeni legati al modo in cui gli animali si sono adattati a rispondere a certe condizioni ambientali». 
In Sardegna le cavallette hanno invaso le zone di Ottana, Iscras e Bolotana e in particolar modo Orani: località purtroppo non nuove a questa invasione, che 16 anni fa le aveva attraversate, distruggendo completamente colture di foraggio, cereali e ortaggi. «E' un classico fenomeno ciclico - rileva Cerretti - perchè periodicamente possono verificarsi situazioni che innescano fenomeni ormonali». Per l’agronomo Lorenzo Bazzana, della Coldiretti, c'è da considerare che fenomeni simili sono «da collegare, molto spesso, anche all’abbandono dei campi. Il fatto che i terreni non vengano lavorati - spiega - favorisce la deposizione delle uova in modo massiccio e queste sfociano poi in improvvise presenze di grandissime quantità di cavallette». Le uova, deposte in piccole buche nel terreno durante l’autunno, cominciano a schiudersi nel periodo compreso tra la fine di maggio e la fine di luglio. Una volta raggiunto lo stadio adulto, le cavallette sono pronte a spostarsi in volo. 
Diventano in questo modo una minaccia per qualsiasi coltura: «le cavallette sono insetti polifagi, vale a dire - spiega Bazzana, che si nutrono di cibi diversi e per questo danneggiano ogni tipo di coltivazione. In ogni caso il raccolto va irrimediabilmente perduto». L’unica contromisura possibile, rileva l’esperto, «è la presenza dell’uomo, che con la coltivazione dei terreni costituisce un deterrente». 
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