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Ospiti contro Falcone e Borsellino, polemica su Realiti

Di Trapani "Non si può fare da vetrina a chi inneggia ai boss"

10 giugno 2019, 17:54

Ospiti contro Falcone e Borsellino, polemica su Realiti

 «La Rai non può fare da vetrina a chi inneggia ai boss e dileggia chi ha dato la vita per lottare contro la mafia». Lo scrive su Facebook il segretario Usigrai, Vittorio Di Trapani, in merito al programma Realiti con Enrico Lucci, che ha debuttato mercoledì 5 giugno su Rai2 e ha ospitato due neomelodici, uno dei quali ha criticato Falcone e Borsellino. Di Trapani aggiunge anche un dettaglio: «Mi domando: ma davvero la #Rai aveva pagato l’albergo a uno che scrive canzoni sullo zio ergastolano, boss al carcere duro per mafia?», allegando la foto del voucher dell’albergo. 

Di Trapani rimanda, inoltre, a un post del giornalista Paolo Borrometi. «Vedere insultare in un programma Rai Falcone e Borsellino o sentire inneggiare ai clan che vorrebbero realizzare attentati mi lascia esterrefatto - scrive il giornalista, più volte minacciato dalla mafia -. Un sedicente cantante neomelodico, tale Zappalà, su Rai2 ha detto che 'a Falcone e Borsellino, queste persone che hanno fatto queste scelte di vita le sanno le conseguenze. Come ci piace il dolce ci deve piacere anche l’amarò mi fa ribrezzo. Mi fa ribrezzo capire come si sia ridotta la nostra amata Italia, mi fa ribrezzo perchè non penso che i giovani davanti alla tv abbiano avuto un esempio da 'servizio pubblicò. Il problema è che 'personaggettì del genere non meritano di andare in Rai. Ed è grave che vengano invitati. Così come l’altro suo 'collegà, tale Niko Pandetta, che, sempre su Rai2, ci ha spiegato che lo zio ergastolano (boss al carcere duro per mafia), Turi Cappello, scriva le sue canzoni dal carcere. Proprio quel Cappello che ha dato il cognome al clan Cappello di Catania che, secondo i magistrati, doveva realizzare un attentato con un’autobomba nei miei confronti e nei confronti degli uomini della mia scorta». 
«Ma è possibile tutto ciò? C'è chi è morto per la giustizia, c'è chi dovrebbe saltare in aria secondo i piani dei clan - prosegue Borrometi -. E la Rai cosa fa? Fa parlare chi inneggia ai boss? Spero in una presa di posizione durissima dei vertici Rai. Io pago con orgoglio il canone Rai, lo pago perchè credo nel servizio pubblico. Ma questo non è servizio pubblico. Almeno abbiate la decenza di non farci vedere chi considera Falcone e Borsellino due che si sono meritati la morte, o altri che santificano i boss dei clan che vorrebbero ammazzare me ed i ragazzi della mia scorta».