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Trovata la 'Bibbia' del clan dei nigeriani

Gli adepti erano iniziati con il fuoco. Le operazioni di riciclaggio indicate con il termine "Mario Monti"

18 luglio 2019, 15:31

Trovata la 'Bibbia' del clan  dei nigeriani

Il codice della mafia nigeriana era la "Green Bible". Un vero e proprio manuale di istruzioni per gli affiliati, nel quale, per esempio, il piano di riciclaggio di denaro nei Paesi di origine era indicato come "Mario Monti". Lo hanno scoperto gli agenti della polizia municipale di Torino nel corso dell’indagine coordinata dalla Dda di Bologna e sfociata in alcune decine di fermi.

 Grazie alla "Bibbia Verde", contenuta in un pacco inviato dalla Nigeria all’Italia e intercettato nel capoluogo piemontese, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la struttura del clan Maphite, le regole, le cariche e le investiture, i riti di iniziazione, le punizioni. "Ogni operazione criminale - spiegano alla polizia municipale - aveva un nome in codice. Il "Mario Monti" era uno di questi". 

L’inchiesta svolta dalla squadra mobile e dagli agenti della polizia municipale di Torino, a cui appartiene la Squadra Antitratta della Procura, ha portato a una quarantina di fermi, di cui 14 a Torino.

 Per rappresentare il potere sul territorio ed essere riconosciuti dai loro connazionali, gli affiliati del cult nigeriano Maphite indossavano baschi o abiti con il colore verde. "Si tratta - spiega Marco Martino, dirigente della Squadra mobile di Torino - di comunicazione non verbale diretta ad altri rappresentanti della comunità nigeriana che riconoscendo quei simboli e qui colori sapeva esattamente con chi hai a che fare". 

Il cult era diviso, sul territorio piemontese, nella Famiglia Latina e nella Famiglia Vaticana: due gruppi in lotta tra loro per il controllo del territorio e delle attività illecite. Dopo l'operazione Atheneum, che nel 2016 aveva già portato ad alcuni arresti confermati in primo e secondo grado, il cult stava cercando di riaffermarsi in città.

L'iniziazione con il fuoco

"Giuro di essere leale e fedele all’organizzazione dei Maphite. Se domani deciderò di svelare questi segreti, questo fuoco brucerà me e le cose che mi appartengono; ovunque mi trovi i Maphite mi faranno a pezzi sino alla morte". I nuovi affiliati che entravano a far parte della mafia nigeriana erano sottoposti ad una sorta di rito tribale, prima venivano picchiati dagli altri membri e poi dovevano tenere tra le mani dei pezzi di carta infuocati, per dimostrare il loro valore. E’ uno dei particolari che emergono dall’ operazione 'Burning Flame" della squadra Mobile di Bologna, che ha eseguito 19 decreti di fermo, mentre altre due persone che si trovano all’estero saranno raggiunte da un mandato d’arresto europeo, sgominando un’associazione mafiosa nigeriana denominata Maphite o Green Circuit association, attiva soprattutto in Emilia-Romagna. 

Gli investigatori bolognesi e quelli piemontesi, che hanno condotto un’operazione parallela con altri fermi, sono riusciti a ricostruire la spartizione del territorio delle diverse famiglie che facevano parte del clan Maphite. La "Famiglia Vaticana", oggetto dell’indagine, egemone oltre che in Emilia-Romagna anche in Toscana e Marche. La "Famiglia Latina", nell’Italia nord-occidentale, la "Famiglia Rome Empire", nel centro Italia e la "Famiglia Light House of Sicily", presente in Sicilia e Sardegna.