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Luglio 2019 il mese piu' caldo da 140 anni

16 agosto 2019, 14:21

La conferma dagli Usa, ghiacci polari ai minimi storici
Luglio 2019 è stato il mese più caldo mai registrato nel mondo negli ultimi 140 anni: con una temperatura media globale di 0,95 gradi sopra la media del 20esimo secolo, ha battuto perfino il record del luglio 2016. A soffrirne sono stati i ghiacci polari, ridotti ai minimi storici: in Artico sono scesi del 19,8% sotto la media, mentre in Antartide del 4,3%. A indicarlo è l’ente americano per le ricerche sull'atmosfera e gli oceani (Noaa), confermando quanto già anticipato dal programma europeo Copernicus.

Con +87% di tempeste e grandinate il luglio 2019 in Italia segna un nuovo record dopo quello di mese più caldo degli ultimi 140 anni a livello globale. E’ quanto afferma la Coldiretti su dati ESWD in relazione al report dell’ente americano per le ricerche sull'atmosfera e gli oceani (Noaa) sull'andamento delle temperature globali e lo scioglimento dei ghiacci in Artide e Antartide. Durante l’ultimo mese di luglio - continua la Coldiretti - da Nord a Sud della penisola sono stati registrati 15 eventi estremi ogni giorno quasi il doppio di quelli rilevati l’anno scorso (+87%). «Stiamo vivendo una stagione estiva a due facce - sottolinea la Coldiretti - segnata da temperature bollenti ma anche da eventi estremi che hanno distrutto le coltivazioni nei campi con piante sradicate, serre divelte, vigneti abbattuti, mele, pesche e altra frutta flagellata come pure meloni e pomodori ma anche campi allagati, soia e mais stesi a terra dalle forti tempeste di vento, trombe d’aria e temporali intensi accompagnati da grandinate killer con frane, strade di campagna impraticabili e pascoli isolati che hanno portato a chiedere nelle zone colpite lo stato di calamità. Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che - conclude la Coldiretti - si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal caldo al maltempo che compromettono le coltivazioni nei campi con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne».