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CRISI DI GOVERNO

Conte si è dimesso al Quirinale, consultazioni dalle 16 - Crisi di Governo, pomeriggio di fuoco in Senato: tutti i botta e risposta

20 agosto 2019, 14:41

Conte si è dimesso al Quirinale, consultazioni dalle 16 - Crisi di Governo, pomeriggio di fuoco in Senato: tutti i botta e risposta

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al palazzo del Quirinale il presidente del consiglio Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del governo da lui presieduto. Il presidente della Repubblica ha preso atto delle dimissioni e ha invitato il Governo a curare il disbrigo degli affari correnti. Lo rende noto il Quirinale.  Le consultazioni del presidente della Repubblica  inizieranno domani alle 16 al Quirinale.

La replica finale di Conte: "Non hai il coraggio, mi assumo io la responsabilità"

Attesa, in serata, la replica di Conte agli interventi oggi in Aula al Senato: "Non possiamo, se amiamo le istituzioni e i cittadini, affidarci a espedienti, tatticismi, giravolte verbali che faccio fatica a comprendere. Io apprezzo la coerenza logica e la linearità d’azione. Se c'è mancanza di coraggio, non vi preoccupate, me ne assumo io la responsabilità  davanti al Paese».  Poil il premier dimissionario, ha proseguito rivolgendosi a Salvini: «Nessun problema, se ti manca il coraggio sul piano politico» di assumersi la responsabilità della crisi «non c'è problema, me l’assumo io. Questa è la conclusione, unica, obbligata, trasparente. Vi ringrazio tanto, io vado dal presidente della Repubblica» e «Prendo atto che al leader della Lega Matteo Salvini - ha aggiunto - manca il coraggio di assumersi la responsabilità dei suoi comportamenti». 

La lega ritira la mozione di sfiducia

Lega ha ritirato la mozione di sfiducia al Senato presentata a suo tempo nei confronti del governo Conte. La Lega ha deciso di ritirare la risoluzione per la sfiducia a Conte per due ragioni: la prima è che non avrebbe senso dopo aver ascoltato il premier annunciare le dimissioni. La seconda, perché avendo aperto uno spiraglio a lavorare assieme per completare le riforme, sarebbe stato incoerente presentarla, prima di aspettare la replica del Premier. Lo fanno sapere fonti della Lega.

Un pomeriggio "intenso"

E’ arrivato  in Senato il dibattito sulla crisi di governo: dopo le dimissioni annunciate del presidente del Consiglio Conte è intervenuto il vicepremier, ministro dell'Interno e leader della Lega Salvini. Una seduta tesa con molte interruzioni dai banchi e interventi della presidente del Senato Casellati. Dopo Salvini sono intervenuti il senatore del Pd ed ex premier  Matteo Renzi ("Lei ha fatto un governo col 17% e non col 51% e questo governo ha fallito anche per sua responsabilità  - rivolgendosi a  Salvini. La sfido dove vuole, signor ministro Salvini ma non giochi sulla pelle degli italiani, in gioco ci sono le famiglie italiane» e "No si è mai votato in autunno, c'è da evitare l’aumento dell’Iva e serve un governo non perchè noi ci vogliamo tornare ma perchè l’aumento dell’Iva porta crisi dei consumi non è un colpo di Stato cambiare il governo ma un colpo di sole aprire la crisi ora ora, questo è il Parlamento non il Papeete"), Emma Bonino - + Europa («Le dissociazioni postume di un ministro di cui si è coperto fino ieri ogni scelta atto decreto e comportamento mi sembrano troppo poco. Nella mia esperienza parlamentare difficilmente ho assisto ad un governo di cui io mi sia sentita così estranea. Le due forze che hanno sostenuto il governo hanno agito identicamente e per questo le dico che le dissociazioni postume non sono convincenti e per quello che posso contate penso che tutti dobbiamo batterci contro le politiche che avete perseguito fino a qui, dopo 14 mesi non abbiamo un paese più ricco, giusto o dinamico ma un paese incattivito e frustrato. Se tutti i governi con una maggioranza parlamentare sono ugualmente legittimi non sono per questo ugualmente accettabili e questa deferenza a Mattarella mi pare voglia dire 'mi pare che abbiamo combinato un pasticcio non sappiamo come uscirne ci aiuti lei». Un nuovo esecutivo basato sulla retorica anti parlamentare non sia accettabile e nemmeno un governo che volesse attuare la parte 'gialla' del programma come se depurato dalla lega fosse condivisibile da chi non lo ha mai fatto quello che è certo è che il governo della demagogia è al capolinea») Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia), Anna Maria Bernini (Forza Italia).

La replica di Salvini in Aula: "Rifarei tutto": le frasi salienti

Matteo Salvini tiene il suo intervento nell’Aula del Senato non dal banco del Governo, dove pensava di parlare, ma dal suo scranno di senatore. Alla fine del discorso del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, Salvini si stava alzando, accanto al premier, per parlare. Ma la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati lo ferma e gli dice: «da lì», indicando i banchi della Lega. Al che, Salvini si alza e i suoi colleghi di gruppo gli fanno spazio. E comincia l’intervento

«Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto». Lo afferma il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula del Senato. «Non ho paura del giudizio degli italiani». Sono qua «con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un po' meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero». "La critica più surreale è stata: non si fanno le crisi ad agosto, che i parlamentari non lavorano... Facciamo i ministri un mese si, un mese no?". «Non parlavo male dei colleghi ma l’Italia è più sicura». «Non mi è mai capitato di parlare con Merkel sui propri interessi di partito per chiedere consigli su come vincere le elezioni...Non ho mai preso un caffè lamentandomi che Salvini ha chiuso i porti". «E' una novità di oggi, mi dispiace che il presidente del Consiglio mi abbia dovuto mal sopportare per un anno». replicando al premier Conte ed elencando alcuni aggettivi con cui il presidente del Consiglio l'ha definito: «pericoloso, autoritario, preoccupante, inefficace, incosciente». E ha concluso: «Bastava Saviano per raccogliere tutti questi insulti, un Travaglio, un Renzi, non il presidente del Consiglio». «Se qualcuno da settimane, se non da mesi, pensava a un cambio di alleanza, molliamo quei rompipalle della Lega e ingoiamo il Pd, non aveva che da dirlo. Noi non abbiamo paura». «Si vota anche a settembre, non veniteci a parlare di aumento Iva, di spread, di esercizio provvisorio, di recessione...".  «La libertà non consiste nell’avere il padrone giusto ma nel non avere nessun padrone», citando Cicerone. «Non voglio una Italia schiava di nessuno, non voglio catene, non la catena lunga. Siamo il Paese più bello e potenzialmente più ricco del mondo e sono stufo che ogni decisione debba dipendere dalla firma di qualche funzionario europeo, siamo o non siamo liberi?». «A lei che mi ha detto che ho incontrato le parti sociali, dico che non li ascoltava nessuno. E se l’avesse fatto qualcuno prima di me, avremmo fatto in fretta, apriamo all’Italia, senza paura e a testa alta». "La Lega è pronta a sostenere una manovra economica se ha almeno 50 miliardi a bilancio per ridurre le tasse a famiglie, lavoratori e imprenditori italiani, almeno, stando sotto a quello che farà la Francia". «Ho raccolto la settimana scorsa in questa Aula la sfida dei 5 Stelle...».  "Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l’Italia la chiedo finché campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone". "Siamo gli unici presunti fascisti che vogliono il voto, pensa che dittatura vorremmo avere? Quella del voto... ". «Omnia vincit amor», l’amore vince sempre», citando Publio Virginio Marone. «Avete scelto il bersaglio, eccomi pronto a sacrificarmi, non c'è problema - ha continuato rivolgendosi alle opposizioni - il mio Paese vale più di mille poltrone, non ho paura e non hanno paura gli uomini e le donne della Lega».  "I ministri della Lega sono «gente libera che risponde solo e soltanto alla popolo italiano, non alla Merkel o a Macron" gente che ha «una idea di famiglia e di figli, che hanno una mamma e un papà, e buon lavoro con il partito di Bibbiano». 

Il discorso di Conte in Senato: le frasi salienti

"Ho chiesto di intervenire per riferire sulla crisi di governo innescata dalle dichiarazioni del ministro dell’interno e leader di una delle due forza di maggioranza». Ha esordito il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato.  "L'8 agosto Salvini ha diramato una nota con cui si diceva che la Lega poneva fine alla sua esperienza e voleva le urne. Ha quindi chiesto la calendarizzazione di comunicazioni. Oggetto grave che comporta conseguenze gravi».  Questo passaggio «merita di essere chiarito in un pubblico dibattito che consenta trasparenza e assunzione di responsabilità da parte di tutti i protagonisti della crisi. Io ho garantito che questa sarebbe stata un’esperienza di governo all’insegna della trasparenza e del cambiamento e non posso permettere che questo passaggio possa consumarsi a mezzo di conciliaboli riservati, comunicazioni rilasciate sui social o per strada». «I tempi di questa decisione espongono a gravi rischi il nostro Paese». «Con i tempi di questa crisi si mette il Paese a rischio di ritrovarsi in esercizio provvisorio. Questo è altamente probabile». «Ho sempre limpidamente sostenuto che in caso interruzione anticipata dell’azione di governo sarei tornato qui dove inizialmente ho raccolto la fiducia. E' un’iniziativa nata non dal vezzo di un giurista o da un moto di orgogli, ma dalla convinzione che il confronto in quest’aula sia lo strumento più efficace per il funzionamento della democrazia». «La decisione di innescare la crisi è irresponsabile. Per questa via il ministro dell’interno ha mostrato di seguire interessi personali e di partito».  «Questa crisi interviene in un momento delicato dell’interlocuzione con le istituzioni Ue. In questi giorni si stanno per concludere le trattativa per i commissari e io mi sono adoperato per garantire all’Italia un ruolo centrale. E’ evidente che l’Italia corre il rischio di partecipare a questa trattativa in condizioni di oggettiva debolezza». «Il nuovo governo avrebbe difficoltà nel contrastare l’aumento dell’iva e sarebbe esposto agli sbalzi dello spread». «Quando si assumono così rilevanti incarichi istituzionali e dando il via del governo del cambiamento si assumo precisi doveri verso i cittadini e verso lo Stato». «Far votare i cittadini è l’essenza della democrazia, sollecitarli a votare ogni anno è irresponsabile». «I comportamenti adottati in questi ultimi giorni dal ministro dell’interno rivelano scarsa responsabilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale. Mi assumo la responsabilità di quello che dico». «Questa decisione è stata annunciata subito dopo aver incassato la fiducia sul dl sicurezza bis, con una coincidenza elettorale che suggerisce opportunismo politico».  «Aprire la crisi in pieno agosto per un’esperienza di governo giudicata limitativa da chi ha rivendicato pieni poteri e la scelta di rinviare fino ad oggi la decisione presa da tempo è un gesto di imprudenza istituzionale irriguardoso per il Parlamento e portando il paese in un vorticosa spirale di incertezza politica e finanziaria».  «Questo governo è nato per intercettare l’insoddisfazione dei cittadini, che avevano manifestato un desiderio di cambio di passo, che ora viene bruscamente interrotto».   «Amici della Lega, avete tentato di comunicare l’idea del governo dei No e, così, avete macchiato 14 mesi di intensa attività di governo pur di alimentare questa grancassa mediatica. Così, avete offeso non solo il mio impegno personale, e passi, ma anche la costante dedizione dei ministri». «Avete offuscato la miriade di iniziative come il rilancio per il Sud. Ricordo ad esempio che ora abbiamo un solo piano tariffario per le autostrade, la riforma dello sport, l’assegnazione delle olimpiadi invernali, questo è un governo che ha lavorato intensamente sino all’ultimo giorno altro che governo dei no».  Dicendo che è stato il governo dei "no", «avete offeso la verità dei fatti, avete oscurato le misure per rafforzare la sicurezza dei cittadini, le norme anticorruzione, il codice rosso» e «avete calpestato le misure di protezione sociale che, insieme, abbiamo adottato», come «quota cento e reddito di cittadinanza» oltre alle norme in favore dei risparmiatori truffati dalle banche. «La verità è che all’indomani del voto europeo, Salvini ha posto in essere un 'operazione di distacco e pretesto per lasciare il governo: questa decisione tuttavia ha compromesso lavoro legge di bilancio».  «Il Paese ha urgente bisogno che siano completate le misure per favorire la crescita economica e gli investimenti. Abbiamo predisposto vari strumenti che con questa incertezza rischia di non essere valorizzati. Caro ministro dell’Interno, promuovendo questa crisi di governo ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese. Ti ho sentito chiedere «pieni poteri» e invocare le piazze a tuo sostegno, questa tua concezione mi preoccupa». «Non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri, ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità».«Le crisi di governo, nel nostro ordinamento, non si affrontano e regolano nelle piazze - ha spiegato - ma nel Parlamento. In secondo luogo, il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale perchè sia garantito l’equilibrio del nostro sistema e siano precluse vie autoritarie». In coincidenza dei più importanti Consigli europei non sei riuscito a contenere la foga comunicativa creando un controcanto politico che ha generato confusione». «Se avessi accettato di venire qui al Senato per riferire sulla vicenda russa che oggettivamente merita di essere chiarita anche per i riflessi sul piano internazionale...». «Se tu avessi mostrato cultura delle regole l’intera azione di governo ne avrebbe tratto giovamento. Ci sono stati molti episodi che riservatamente e pubblicamente ti ho fatto notare, come ad esempio ti avevo detto di indicarmi i delegati della Lega per i lavori per approntare la finanziaria ma ho atteso due mesi». "Chi ha compiti di responsabilità dovrebbe evitare di accostare agli slogan politici i simboli religiosi. Sono episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e di oscurare il principio di laicità alla base dello Stato moderno". «La crisi in atto compromette l'azione di questo governo che qui si arresta». «Quando il presidente del consiglio si presenta in aula per rendere una informativa richiesta dal parlamento stesso», come avvenuto per i presunti fondi russi alla Lega, «il rispetto delle istituzioni vorrebbe che si rimanesse in Aula ad ascoltarlo e non c'è ragione che giustifichi l’allontanamento», rivolgendosi agli «amici del Movimento Cinque Stelle». Salvini scuote la testa. «Sull'Europa occorre un rinnovato slancio di responsabilità. Il comune edificio europeo sta attraversando una fase critica alla quale non si può rispondere con un europeismo fideistico ma nemmeno con uno scetticismo disintegratore con un ritorno a sovranità nazionali chiuse e conflittuali».  «Alla fine di questo dibattito mi recherò dal Presidente della Repubblica per dimettermi». «Ho cercato in questi 14 mesi di indirizzare la politica dell’Italia lungo un percorso di europeismo critico. Ho evitato per due volte la procedura di infrazione dell’Italia che sarebbe stata dannosa e anche per la designazione della presidenza della commissione Ue l’Italia ha svolto un ruolo decisivo. Sforziamoci di cogliere le opportunità piuttosto che contrastare in modo sterile compromettendo i nostri interessi nazionali». «La decisione della Lega che ha presentato la mozione di sfiducia e ne ha chiesto l’ìimmediata calendarizzazione oltrechè le dichiarazioni e comportamenti, chiari e univoci, mi impongono di interrompere qui questa esperienza di governo». Ora il presidente della Repubblica guiderà il Paese in questo passaggio delicato. Colgo l’occasione per ringraziarlo per il sostegno che mi ha dato». «Questa esperienza mi lascia una grande verità. Mi ha arricchito enormemente. Mi ha trasmesso grande fiducia per il futuro del Paese». «Ho potuto sperimentare di persona che è possibile fare politica senza inseguire affannosamente il consenso sui social, senza dover dipendere drammaticamente dal titolo di un giornale, senza mai insultare un avversario politico o inventare nemici dietro a ogni angolo». «Potrò testimoniare che per quanto nell’immediato sembrino efficaci gli slogan, ancora più efficaci sono i ragionamenti politici svolti su argomentazioni». 

Salvini scuote la testa

Matteo Salvini scuote la testa più volte, appare molto perplesso mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte gli snocciola le critiche all'atteggiamento assunto dalla Lega, che accusa di opportunismo politico. Ha lo sguardo fisso al centro dell' emiciclo, dove ci sono i deputati M5S e prende appunti. Luigi Di Maio è immobile: una sfinge: tiene le mani giunte sul banco e scambia ogni tanto una parola con Danilo Toninelli che gli siede accanto. 

Preoccupazione piazze: M5S e Pd applaudono assieme

L'applauso dei senatori M5S si è aggiunto a quello dei senatori del Pd e di Leu quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto di essere preoccupato dall’appello alle piazze di Matteo Salvini. Il leader della Lega tiene la testa china su un foglio su cui verga copiosi appunti. 

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