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Spari alle pizzerie: si aggrava la posizione dei tre fratelli Amato

28 agosto 2019, 11:10

Spari alle pizzerie: si aggrava la posizione dei tre fratelli Amato

Si aggrava la posizione dei tre fratelli Amato che, tra la fine gennaio e i primi di febbraio scorso, si erano resi protagonisti di alcuni spari contro la vetrata di ristoranti e pizzerie nel Reggiano con intenti estorsivi palesati tramite bigliettini lasciati sulla porta dei locali. La Dda di Bologna infatti, a seguito di nuove indagini, contesta la matrice mafiosa dei gesti. 
«I tre fratelli hanno agito per favorire l’attività dell’associazione di stampo mafioso denominata 'Ndrangheta e in particolare del sodalizio 'ndranghetistico emiliano la cui esistenza ed operatività è stata riconosciuta nell’ambito del processo Aemilia», si legge nella nota diffusa dal comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Emilia. Per questo il procuratore della Dda, Beatrice Ronchi, ha chiesto e ottenuto dal Gip un’ordinanza di custodia cautelare per Cosimo (20 anni), Mario (29) e Michele (22) Amato, già ristretti in carcere per gli stessi fatti. 
I tre sono figli di Francesco 55enne, condannato per mafia nel processo Aemilia, che nel mese di novembre dell’anno scorso per circa 10 ore aveva tenuto in ostaggio cinque dipendenti in un ufficio postale di Pieve Modolena, nella periferia reggiana, dove si era asserragliato armato di coltello per poi consegnarsi ai carabinieri e rilasciando le vittime del sequestro. 
 

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