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omicidio di Piacenza

Sebastiani mandò due messaggi a Elisa dopo averla uccisa (per depistare). Il giallo della busta misteriosa

11 settembre 2019, 18:20

Sebastiani mandò due messaggi a Elisa dopo averla uccisa (per depistare). Il giallo della busta misteriosa

Due messaggi inviati da Massimo Sebastiani a Elisa Pomarelli domenica pomeriggio, quando lei era già stata uccisa. Sono agli atti della Procura piacentina che indaga sul delitto della 28enne per cui l’operaio di 45 anni è in carcere, reo confesso: si ritiene che gli sms siano stati inviati per depistare le indagini sulla scomparsa di Elisa. 
In quei messaggi, uno scritto, l’altro un vocale audio, Massimo chiede scusa a Elisa per una lite di poco prima ("Scusa se mi sono arrabbiato, mettiti nei miei panni") e poi le chiede di richiamarlo. 
Oggi si è tenuto un primo esame medico-legale sul corpo della giovane uccisa, mentre la vera e propria autopsia sarà eseguita domani all’istituto di Medicina legale di Pavia. Nelle indagini per ricostruire la dinamica dell’omicidio l’attenzione è focalizzata anche su una lettera che l’assassino reo confesso ha scritto qualche giorno dopo il delitto all’amico ed ex suocero Silvio Perazzi, 68 anni, accusato di favoreggiamento per aver aiutato il 45enne a nascondersi. 
Nella lettera è descritta l’esistenza di una misteriosa busta che Elisa avrebbe ricevuto, il sabato prima di esser uccisa, da uno sconosciuto a una festa, e che le avrebbe permesso di guadagnare del denaro se l’avesse custodita per qualche giorno, come le era stato chiesto. Nella lettera Sebastiani scrive a Perazzi di aver avuto una discussione con la 28enne e di averla poi vista andarsene via da casa sua, a Campogrande di Carpaneto, facendo l’autostop. Sebastiani, in un italiano confuso, spiega poi di essere scappato per paura del contenuto di quella famosa busta. Sulla cui esistenza, peraltro, al momento non vi sarebbero certezze in mano agli inquirenti.
Arresto convalidato con l'applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Castell'Arquato. E’ questo l’esito dell’udienza per Silvio Perazzi. Perazzi, 68 anni, arrestato anche lui tra sabato e domenica, è stato dunque scarcerato: è accusato di favoreggiamento per aver aiutato l’omicida a nascondersi. Davanti al Gip, assistito dall’avvocato Paolo Fiori, ha risposto alle domande e ha continuato a dire che non era a conoscenza della presenza di Sebastiani nella casa di Sariano, a poche centinaia di metri dal luogo in cui il corpo della ragazza era stato seppellito.

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