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Cucchi: il teste chiave Casamassima: 'La mia vita è diventata impossibile'

15 settembre 2019, 14:17

Cucchi: il teste chiave Casamassima: 'La mia vita è diventata impossibile'

«Voglio solo chiedere aiuto: vorrei attirare l’attenzione del governo, magari del premier e del nuovo ministro della Difesa. Vorrei raccontar loro quello che sto passando. Ho solo la colpa di aver riferito quello che sapevo sul caso Cucchi: sarebbe il dovere di ogni cittadino, specie di un carabiniere». Lo dice l’appuntato Riccardo Casamassima, teste chiave del caso Cucchi che ha contribuito a far riaprire con le sue dichiarazioni sul pestaggi, in un’intervista a La Stampa. 
Nessuno gli ha detto che non avrebbe dovuto raccontare tutto quello che sapeva ma «da quando ho testimoniato sono stato insultato, soprattutto sui social. Da quel momento la vita è diventata impossibile», continua Casamassima che considera punitivo il suo trasferimento dall’8 Reggimento alla Scuola allievi perchè «dopo aver fatto centinaia di arresti e dopo aver ottenuto numerosi encomi per l’attività operativa, mi sono ritrovato ad aprire e chiudere un cancello. Non è solo una questione di demansionamento, ma anche un danno economico: tra straordinari vietati e altre indennità perse mi sono ritrovato uno stipendio ridotto di 300 euro». 
A seguito delle proteste, poi, aggiunge Casamassima «mi sono ritrovato in un ufficio senza competenze. Da solo, a guardare il muro e a occuparmi di nulla». 
Adesso però è partito il procedimento più grave, «quello di Stato, per le ultime denunce sui social. In caso di condanna rischio di perdere il lavoro», spiega ancora Casamassima che chiede «di tornare a fare il lavoro di prima o di lavorare in una caserma più vicina a quella in cui sta mia moglie, anche lei carabiniere. Sarebbe il ricongiungimento familiare che solo a me viene negato».